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La Legge di Stabilità 2016 contiene novità per l'avvocatura

Come noto, a partire dal 1 Gennaio 2016, è entrata in vigore la legge 28 dicembre 2015, n. 208 (pubblicata in G.U. n. 302 del 30-12-15), detta anche ‘legge di Stabilità 2016’.
Quest’ultima normativa è indubbiamente molto importante su un piano generale ed anche per le rilevanti novità che riguardano ed interessano la vita professionale dell’Avvocato.
Tra le più salienti si ricordano quelle relative: alle modifiche della legge Pinto; ai crediti per il patrocinio a spese dello Stato; al decreto di pagamento sempre in tema di patrocinio a spese dello Stato.

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A) LE MODIFICHE ALLA LEGGE PINTO

Giova evidenziare, innanzitutto, proprio le novità introdotte alla legge n. 89 del 2001 (la cd legge Pinto), ovvero la legge relativa al risarcimento del danno da irragionevole durata del processo.
Ciò che emerge in prima battuta è la evidente volontà del legislatore di limitare la possibilità che le parti di un processo possano ottenere un risarcimento per i ritardi che caratterizzano la Giustizia Italiana.
Vi sono almeno cinque circostanze significative che saranno di seguito analizzate che comprovano quanto sopra.

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1) La prima e più rilevante modifica riguarda l’introduzione, con gli artt. 1-bis e 1-ter, del concetto di “RIMEDI PREVENTIVI” alla violazione dell’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, in tema di ragionevole durata del processo.
La parte che intende dolersi della irragionevole durata di un processo deve dimostrare di aver effettivamente esperito uno dei rimedi preventivi elencati all’art. 1-ter, tra i quali è possibile richiamare in via esemplificativa: l’introduzione del giudizio nelle forme del rito sommario di cognizione di cui agli artt. 702-bis e seguenti del codice di procedura civile; la presentazione di una istanza di trattazione orale a norma dell’art. 28-sexies c.p.c.; la presentazione di una istanza di accelerazione della trattazione della causa; nei giudizi dinanzi al Giudice amministrativo, la presentazione di una istanza di prelievo ai sensi dell’art. 71, comma 1, del codice amministrativo ecc.
Trattasi di una novità assai rilevante quella di cui sopra, posto che l’aver esperito uno dei suddetti rimedi preventivi costituisce condizione imprescindibile per la presentazione della domanda volta all’ottenimento dell’equa riparazione.
Ed infatti, ai sensi del nuovo art. 2, così come novellato dalla legge n. 208/15, è da considerarsi inammissibile la domanda di equa riparazione proposta dal soggetto che non ha esperito i rimedi preventivi all’irragionevole durata del processo di cui all’articolo 1-ter”.

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