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Il principio di solidarietà

Il sistema previdenziale forense si sorregge sul c.d. principio di solidarietà. Lo abbiamo sentito dire tante volte, lo abbiamo letto spesso. Lo diamo per scontato. Alcuni lo avvertono come una minaccia, ritenendo che la solidarietà abbia certamente un costo. Un costo che grava su alcuni. Oppure su tutti, indistintamente. Ancor peggio.
“Tanto non prenderemo mai la pensione” è il tormentone ricorrente nella classe forense. La Cassa ci vessa, paghiamo contributi insostenibili.

Ma il principio di solidarietà è uno straordinario principio fondante della previdenza dell'avvocatura, inteso proprio per tutelare l'avvocatura più debole (i giovani, le donne con maternità complesse), più indifesa (colleghi con ridotte capacità finanziarie), oppure semplicemente più sfortunata (colleghi alle prese con gravi e lunghi infortuni o malattie lunghe e complesse, con problemi familiari etc.). Non è utopistico.
Tale principio è stato declinato e tradotto sostanzialmente in vari modi, tra cui: a) con l'obbligo del versamento di un ulteriore contributo del 3% oltre il c.d. tetto reddituale (al momento circa 98.000 euro); b) con la realizzazione del c.d. Regolamento ex art. 21 l.p.f. per i colleghi sotto reddito; c) con la realizzazione del recente c.d. Regolamento dell'assistenza (che entrerà in vigore l'1 gennaio 2016); d) con il contributo di solidarietà a carico dei pensionati. Principio, certamente, che deve dialogare e confrontarsi costantemente tanto con l'imperativo della sostenibilità (cinquantennale), quanto col diritto dei colleghi di prendere pensioni adeguate e dignitose.
Mai come in questi ultimi anni Cassa Forense, mediante scelte complesse, condivise in contraddittorio con gli Ordini e con le associazioni, elaborate, discusse, modificate e deliberate dagli Organi collegiali (Comitato dei Delegati e Consiglio di Amministrazione nell'ambito della propria competenza), ha però prestato così tanta attenzione alle fasce più deboli. Qualcuno invece all'esterno, assai affezionato a polemiche gratuite e destituite di ogni fondamento tecnico, ha denunciato esattamente l'opposto, quasi che Cassa Forense abbia intrapreso un percorso finalizzato a rendere elitaria l'appartenenza alla classe forense.

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