RASSEGNA STAMPA

Elezioni stop al voto di lista

Elezioni forensi riviste e corrette con una norma ad hoc. Addio in arrivo, quindi, per il voto di lista e garantita, invece, la parità di genere. Ma prima di elaborare la formulazione definitiva della norma, frutto anche di un percorso costruito insieme alle associazioni maggiormente rappresentative della categoria, sarà necessario un confronto con Il Consiglio nazionale forense.

Il chiarimento arriva direttamente dal ministro della giustizia Andrea Orlando intervenuto, ieri, in un faccia a faccia con l'avvocatura nel corso della XXIII edizione del Congresso nazionale dell'associazione italiana giovani avvocati, in corso a Padova fino a domani, giorno in cui si conoscerà l'identità del nuovo presidente Aiga per il biennio 2015-2017. Procede, quindi, il percorso di revisione del l'iter elettorale dei consigli degli ordini. Gli elettori, infatti, non saranno più costretti a votare per una lista e il massimo delle preferenze esprimibili sarà pari a 1/3 dei componenti da eleggere. Garantita, inoltre, parità tra i generi. E sul fronte tempi si punta a un riallineamento nel 2018. «Posto che il nostro obiettivo è quello di rielaborare una norma per garantire le elezioni e la completa operatività dei consigli degli ordini siamo anche consci del fatto che ci vorrà del tempo. Puntiamo quindi», ha spiegato Orlando, «a un riallineamento temporale su tutto il territorio nazionale entro il 2018. Prima di arrivare a questo, però sarà necessario elaborare una norma che trovi la piena condivisione sia delle associazioni forensi sia del Cnf. E su questo punto sono fiducioso. Se così non fosse però», ha precisato Orlando, «ci troveremo costretti ad agire di imperio direttamente con il parlamento. Il problema non è lo strumento legislativo all'interno del quale inserire la norma ma la formulazione di questa». Ma le novità non sono finite. Cambiamenti in arrivo, infatti, anche per il corso di laurea in giurisprudenza. «Stiamo lavorando con il Miur per trovare il modo di programmare l'accesso non solo alla facoltà di giurisprudenza, per la quale c'è stato un evidente deficit di programmazione», ha precisato Orlando, «ma dobbiamo trovare il modo anche di programmare l' accesso alla professione post laurea sulla falsa riga di quanto accaduta con medicina». Una programmazione che potrà portare dei benefici anche in termini di reddito.

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