INTERVENTI

Elezioni Ordini

Come ben noto a tutti gli avvocati il TAR Lazio ha confermato la decisione cautelare del Consiglio di Stato ed ha dichiarato l’illegittimità di alcune importanti disposizioni del regolamento elettorale dei Consigli dell’Ordine.Una decisione, quella dei Giudici amministrativi capitolini, che stabilisce il principio di parità tra la rappresentanza di genere e quella delle minoranze.

Entrambe devono trovare concreta attuazione, nessuna a scapito dell’altra, poiché tutte e due sono espressione della precisa volontà del legislatore che così si è espresso nella nuova legge professionale n. 247/12.Un principio importante, quello di cui sopra, che alla luce di alcuni risultati elettorali, riferibili alle consultazioni svolte nel vigore delle norme poi dichiarate illegali, non è stato rispettato almeno per quanto attiene alla tutela delle minoranze.Laddove infatti si sono presentate liste con un numero di candidati superiore al limite dei due terzi dei componenti da eleggere, si sono avuti risultati che fanno riflettere: scarti, non significativi, di voti tra vincitori e non, hanno portato a maggioranze totalitarie o quasi.Oltretutto nei casi di cui sopra si registra uno scollamento evidente dei Consiglieri attribuiti alle liste rispetto al rapporto percentuale dei consensi espressi a favore della lista più votata.Comprensibile quindi che il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, ben conscio di tali aspetti, abbia recentemente inviato una lettera a tutti i Presidenti dell’Ordine comunicando loro che, d’intesa con il Ministro della Giustizia, si cercheranno soluzioni di buon senso e anche nel segno di quel senso di responsabilità che è proprio della nostra professione.Soluzioni che devono riguardare i Consigli da eleggere (perché molti avevano rinviato il voto viste le pendenze giudiziarie sul regolamento), i Consigli eletti nei quali l’esito è stato impugnato proprio per la questione affrontata dal TAR nonché, a parere di chi scrive, i Consigli eletti nei quali non vi è stata impugnazione dell’esito elettorale se il risultato finale lede il principio di tutela delle minoranze, principio che non può essere sacrificato.Del resto come negare quanto saggiamente indicato dal Consiglio di Stato allorquando ha affrontato le questioni di cui trattasi in sede cautelare.

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