INTERVENTI

La prescrizione dei contributi

Ed ancora, la Suprema Corte, con la nota sentenza n. 20343 del 2006, ha chiaramente affermato che “la prescrizione quinquennale (di cui alla L. 8 agosto 1995, n. 335, art. 3, commi 9 e 10, Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare) riguarda anche i crediti contributivi degli enti previdenziali privatizzati … e si estende agli accessori ed alle sanzioni per le omissioni contributive”.
Le sentenze citate non si occupano del problema della decorrenza del termine, che viene invece affrontato in altre pronunce di legittimità (Cass., Sez. lav., 2.10.2008, n. 24414 e Cass., Sez. lav., 6.9.2007, n. 18698). In tali sentenze viene ribadito il principio che la decorrenza del termine di prescrizione contributiva per gli Avvocati rimane fissata nell’inoltro della dichiarazione (mod. 5); infatti, l’art.19 comma secondo della Legge n. 576 del 1980, sopra richiamato, non è stato modificato dalla normativa sopravvenuta, la quale ha solo unificato i termini di prescrizione.
Quale inevitabile effetto ne deriva che in tema di previdenza obbligatoria per gli Avvocati, gestita dalla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, la decorrenza del termine di prescrizione (quinquennale) coincide con l'inoltro della dichiarazione del volume di affari, sul quale si applica l'aliquota in quanto la norma (art. 19) è finalizzata a porre in condizione la Cassa di riscuotere il contributo, vale a dire di esercitare il proprio diritto di credito.
Alla luce dei principi di diritto emergenti dalla indicata giurisprudenza si può affermare:
1) che il termine prescrizionale cui fare riferimento in sede di accertamento contributivo è quello quinquennale previsto dall’art. 3, comma 9 della legge 335/95, in luogo di quello decennale sancito dall’art. 19, 1° comma, della legge 576/80;

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