INTERVENTI

Le nuove regole per il rinnovo del CNF

Il nuovo Ordinamento Professionale Forense, come risulterà delineato a compimento del percorso normativo e regolamentare conseguente alla Legge 31.12.2012 n. 247 e comunque dal prossimo oramai imminente anno 2015, ha riservato un particolare rilievo al Consiglio Nazionale Forense che, oltre ad avere riconosciuto normativamente (Legge 247/2012, art. 35, comma 1, lett. a) la rappresentanza istituzionale di tutta l’Avvocatura Italiana, ha tutta una serie di competenze amministrative (ad esempio: potestà regolamentare per il funzionamento proprio e degli Ordini Circondariali; tenuta dell’Albo Speciale e dell’Elenco Nazionale degli Avvocati; emanazione e aggiornamento del Codice Deontologico; convocazione del Congresso Nazionale; proposta biennale al Ministero della Giustizia per la determinazione dei compensi professionali, poteri Ispettivi sugli Ordini Circondariali e sui Consigli Distrettuali di Disciplina, ecc.), è anche organo di giurisdizione speciale (sopravvissuto in forza dell’art. VI delle “Disposizioni Transitorie e Finali” della Carta Costituzionale) e, pertanto, con l’apposita sezione del medesimo, pronuncia Sentenze “In nome del Popolo Italiano”.

Il Consiglio Nazionale Forense, costituito presso il Ministero di Giustizia in Roma, è stato istituito per la prima volta dal R.D.L. 27 Novembre 1933 n. 1578 (“Ordinamento delle professioni di Avvocato e di Procuratore”) e dal R.D. 22 Gennaio 1934 n. 37 (“Norme integrative e di attuazione del R.D.L. 22.11.1933 n. 1578, sull’Ordinamento delle professioni di Avvocato e Procuratore”) ed attualmente è composto da 26 Consiglieri (uno per ogni distretto di Corte d’Appello, eletti tra gli iscritti nell’Albo Speciale per il Patrocinio avanti le Giurisdizioni Superiori - c.d. “Cassazionisti”- che non abbiano riportato nel quinquennio precedente sanzioni disciplinari definitive più gravi dell’avvertimento) che dal prossimo quadriennio 2015/2018 diventeranno 32, in forza dell’art. 34, comma 3, della Legge 247/2012 che stabilisce che ciascun distretto di Corte d’Appello elegge uno o due componenti, a seconda del numero (inferiore o superiore a diecimila) degli iscritti agli albi. Al momento attuale, per quello che è dato sapere, solo i distretti di Bari, Firenze, Milano, Napoli, Roma e Venezia hanno superato i diecimila iscritti e quindi nei medesimi e per ognuno dovranno essere eletti due componenti nel rispetto della rappresentanza di genere (art. 34, comma 2, della Legge 247/2012).

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