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Ancora sulle pari opportunità

Il destino di una donna coraggiosa mi induce ad alcune riflessioni sulla parità di genere.
In ogni competizione elettorale, particolarmente mi riferisco a quelle che riguardano l’avvocatura, deve essere salvaguardata tale parità, non già, si badi bene, un numero minimo di candidate, principio assolutamente condivisibile ma, piuttosto pur lungi da generalizzazioni, la riserva del seggio.

Pur ritenendo che la parità di genere sia un bene superiore non posso tacere che resto spaventato da riserve che, spesso, rischiano di non premiare i più meritevoli privilegiando le appartenenze. Non sarei per nulla scandalizzato se nei più disparati consessi della vita pubblica ed associativa, in primis nell’avvocatura, vi fosse una maggioranza (ma anche una totalità) femminile, “guadagnata” con l’impegno sul campo e con la stima e la fiducia di tutti, del ceto forense nel caso specifico.
E allora senza dilungarmi sul panorama che verrà tanto per le prossime elezioni dei consigli degli ordini e per quelle del CNF, dove la riserva sarà piena, mi piacerebbe una pausa di riflessione sull’amaro destino di una donna, di Reyhaneh Jabbari, la ragazza iraniana recentemente giustiziata, e mi piacerebbe che la copertina della nostra rivista portasse riprodotta la sua fotografia e viepiù pubblicato il suo ultimo scritto indirizzato alla madre che, davvero, mi ha molto colpito e commosso.
Lo riporto in sintesi e mi auguro che il suo sacrificio venga ricordato in modo imperituro, del resto, citando Matteo 5,1-12 non è forse vero che saranno “ … Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli ….”.
Avanti tutta con la parità di genere, con la moderazione che appartiene ai più, ma ricordiamoci che la libertà, il rispetto della donna, la sua emancipazione andranno ricercate anche e soprattutto in quella parte del mondo che non ha radici giudaico-cristiane e quando sarà, speriamo presto, potremo godere di una vera integrazione e di una diversa, migliore, cultura interraziale.
Vada a quella Donna il mio imperituro memento.

Avv. Giovanni Cerri – Delegato di Cassa Forense

La lettera di Reyhaneh Jabbari

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