INTERVENTI

Elezioni dei Consigli Distrettuali di Disciplina

In questi giorni in quasi tutti i ventisei distretti di Corte d’Appello (alcuni, quelli di Trento, Trieste, L’Aquila, Bologna, Venezia e Catanzaro hanno votato già tra giugno e luglio di quest’anno), in attuazione dell’art. 50, comma 2, della Legge 31.12.2012 n. 247 (“Nuova Disciplina dell’Ordinamento della Professione Forense”)

e del successivo Regolamento del Consiglio Nazionale Forense 31.01.2014 n. 1 (emanato ai sensi dell’art. 29, comma 1 lett. f della suddetta legge professionale) per la prima volta si stanno svolgendo e termineranno inderogabilmente per tutti il 30 settembre le operazioni per eleggere i componenti (complessivamente 707 cioè un terzo degli attuali componenti di tutti i Consigli degli Ordini territoriali), su base capitaria e democratica e con il rispetto della rappresentanza di genere prevista dall’art. 51 della Carta Costituzionale, dei Consigli Distrettuali di Disciplina (quindi complessivamente ventisei: mentre il più grande in assoluto, con un numero di 52 componenti, è quello del distretto di Torino, il più piccolo, con un numero di 11 componenti, è invece quello di Campobasso) per il quadriennio 2015/2018.
Il Consiglio Distrettuale di Disciplina, è eletto (tra gli iscritti all’Albo di appartenenza che, in possesso dei requisiti previsti dall’art. 4, comma 5, del Regolamento del CNF 31.01.2014 n. 1, hanno presentato - nei modi e termini dell’Avviso di Convocazione dei vari distretti - la loro candidatura) dai Consiglieri degli Ordini del distretto, ai quali spetta in via esclusiva l’elettorato attivo, convocati in distinti seggi elettorali.
Esso, costituisce una delle più importanti novità della nuova legge professionale ed è un originale organismo al quale sono demandati e spettano in via esclusiva la competenza e il potere disciplinare sugli iscritti agli Albi Avvocati (quello tenuto dall’Ordine territoriale e quello tenuto dal Consiglio Nazionale Forense), agli Elenchi e Registri dei Praticanti Avvocati (tenuti dagli Ordini territoriali) del distretto con la pronuncia delle relative decisioni, avverso le quali è ammessa impugnazione, con ricorso da presentare entro trenta giorni dal deposito, avanti alla Sezione giurisdizionale del Consiglio Nazionale Forense da parte dell’Incolpato (“condannato”), del Consiglio dell’Ordine cui è iscritto l’incolpato, del Procuratore della Repubblica e del Procuratore Generale del distretto di Corte d’Appello.

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