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Il nuovo Regolamento dei Contributi

La nuova legge professionale ha sancito un principio per me fondamentale: tutti gli avvocati, indipendentemente dal reddito professionale, hanno diritto alla stessa tutela previdenziale. È un riconoscimento che auspicavamo da tempo, consapevoli che in un’Avvocatura forte e unita tutti debbano poter godere degli stessi diritti e doveri, anche in ambito previdenziale.

Naturalmente, il compito di regolamentare l’ingresso dei nuovi colleghi all’interno della Cassa non è stato semplice, ma lo abbiamo assolto entro i tempi richiesti dalla legge e, sono convinto, nel miglior modo possibile. Ha prevalso la linea del buon senso, la convinzione che il nuovo regolamento dei contributi non dovesse essere una tagliola per mettere alla porta migliaia di professionisti in difficoltà bensì un’opportunità per permettere loro di continuare a esercitare una professione che amano con la speranza di avere un giorno una pensione dignitosa. Questi sono stati i principi che hanno guidato il lavoro dei nostri Delegati, che con spirito unitario hanno deliberato un regolamento flessibile capace di venire incontro a tutte le esigenze di una categoria al suo interno molto eterogenea com’è oggi l’Avvocatura.
Per i professionisti che la nuova legge forense obbliga all'iscrizione alla Cassa e che dichiarano redditi inferiori ai 10.300 euro annui, indipendentemente dall'età, il regolamento prevede per i primi sei anni di iscrizione il pagamento di un contributo minimo dimezzato pari a circa 700 euro annuali, con un’ulteriore agevolazione per i due anni successivi, una cifra molto inferiore a quella ordinaria che corrisponde per il 2014 a 2.780 euro. A tale somma si va ad aggiungere il contributo di maternità, 151 euro all’anno. Della norma potranno beneficiare, ma per un periodo più limitato, anche gli avvocati che, seppur iscritti alla Cassa, non riescono a raggiungere la soglia dei 10.300 euro.

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