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Le sfide per il prossimo biennio

Il biennio appena trascorso ha, forse, rappresentato uno dei momenti più difficili nella storia di Cassa Forense. Siamo stati chiamati ad affrontare una serie di ostacoli, principalmente di carattere normativo, che rischiavano di mettere in crisi l’impianto solidaristico del nostro sistema previdenziale.

Nonostante le difficoltà, abbiamo dato responsabilmente risposte concrete e ci siamo impegnati affinché questo non avvenisse: oggi possiamo dire, con orgoglio, di aver assolto agli obblighi di legge preservando la nostra autonomia e soprattutto senza sacrificare la sostenibilità sociale sull’altare di quella finanziaria, garantendo così il valore imprescindibile di una previdenza equa.
Ma non basta: i traguardi raggiunti non devono distrarci dalle sfide a venire. Ci sono altri, importanti progetti da realizzare e so di poter contare su una Cassa solida e unita per riuscirci. Dall’VIII Conferenza Nazionale recentemente svoltasi a Napoli è emersa una categoria in agitazione, fortemente contrariata rispetto ai diktat imposti da una politica sorda alle proposte avanzate dall’Avvocatura e insensibile alle difficoltà che gli avvocati, così come tutti i professionisti, stanno vivendo. Difficoltà nel presente che si riflettono inevitabilmente nella preoccupazione per il futuro, soprattutto da parte dei giovani professionisti appena entrati nel mondo del lavoro. È così che il tema della previdenza diventa oggi più che mai centrale nel dibattito in seno all’Avvocatura, soprattutto dopo la recente riforma professionale che ha sancito l’obbligatorietà dell’iscrizione alla Cassa di tutti gli avvocati iscritti agli Albi. Cinquantaseimila professionisti si aspettano da noi risposte concrete, e noi siamo pronti a fornirgliene. Il nuovo Regolamento dei Contributi, già in dirittura d’arrivo col precedente Comitato, è ormai definito. La delicatezza del tema ci ha imposto la massima attenzione e siamo convinti di aver elaborato un testo che risponde alle esigenze di tutti, dei professionisti con redditi bassi preoccupati di non poter assolvere agli obblighi di contribuzione e degli avvocati più affermati che vedono il loro futuro previdenziale minacciato dall’ingresso dei nuovi colleghi.

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