INTERVENTI

La politica della Cassa

L’avvocatura nell’ultimo periodo è finita del mirino della cieca furia riformatrice. Gli intenti annunciati (in realtà anche da qualche anno) sono di liberalizzare, incrementare il Pil, deflazionare il contenzioso. Intenti che tuttavia non corrispondono allo stato reale della situazione.

L’avvocatura è già ampiamente “liberalizzata”, poiché il libero accesso (poco rigoroso e poco organizzato a partire dall’università) ha già prodotto negli ultimi decenni un aumento esponenziale del numero degli avvocati, quadruplicatosi. L’Italia non ha eguali in Europa quanto ad accesso e numeri per la professione forense.
Quanto all’incremento del Pil viene da sorridere. Sarebbe interessante leggere su quali dati scientifici si basi il teorema secondo cui la demolizione dei principi fondanti l’avvocatura (indipendenza, autonomia, competenza) possa comportare un incremento del Pil. Soprattutto ove si pensi che già la nostra professione partecipi, insieme alle libere professioni, ad una fetta rilevante del Pil di questo Paese.
L’intento poi di deflazionare il contenzioso sconta un peccato originale: la manifesta mancanza di volontà e di incapacità di porre mano ad una riforma della Giustizia. Ciò determinerebbe, questa sì, un notevole incremento del Pil. Infatti in breve avremmo: a) più fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, innescando un circolo virtuoso; b) l’affidabilità dell’Italia in favore degli investitori esteri; c) la razionalizzazione e la riduzione della spesa pubblica (quanto ai milioni di indennizzo ex lege Pinto che lo Stato corrisponde ogni anno; quanto alla migliore efficienza degli uffici giudiziari). Come e quanto cambierebbe la vita di tutti noi sapere che un contenzioso può durare 2 anni al massimo per ogni grado di giudizio, o che un processo esecutivo si conclude in 6 mesi, oppure che la responsabilità dei magistrati non produca solo nn. 6 sentenze negli ultimi 30 anni?
Deflazionare il contenzioso è cosa buona e giusta ma se da un lato occorre intervenire sulla cultura litigiosa degli italiani (certo non una matrioska con dentro l’avvocatura), dall’altro non si può pensare di risolverla con la mediazione obbligatoria o con il ricorrente aumento del contributo unificato, disposizioni che ne rendono dubbia la tenuta costituzionale. Bastava istituire una prima e unica udienza dinanzi ad un giudice specializzato in mediazioni, ante giudizio.

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