RASSEGNA STAMPA

Gli studi puntano sull'estero

La vocazione all'internazionalizzazione delle imprese italiane, in questi anni, è cresciuta in maniera esponenziale. A rafforzare l'apertura delle pmi sui mercati internazionali, negli ultimi mesi, ha contribuito in parte anche il meccanismo dei voucher predisposti dal ministero dello sviluppo economico.

Nel maggio scorso, il ministro Calenda aveva disposto, con decreto, un ulteriore finanziamento dei voucher per l'internazionalizzazione delle pmi pari a 10 milioni di euro, portando così, complessivamente, a circa 46 milioni di euro le risorse stanziate per questa misura. La decisione del ministero dava così una risposta al successo ottenuto dalla misura che aveva l'obiettivo di incrementare il numero di aziende italiane stabilmente esportatrici, che ha visto oltre 5 mila domande presentate dalle imprese intenzionate ad avvalersi di Temporary export manager. L'intervento del Mise consisteva in un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher, in favore di tutte quelle pmi che guardano ai mercati oltreconfine attraverso una figura specializzata, il c.d. Temporary export manager, capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri. Ad affiancare, da sempre, le aziende, nel loro sviluppo sui mercati esteri, ci sono gli studi legali d'affari, che in questi anni hanno rafforzato la propria presenza su mercati molto vivaci, come quello cinese, quelli mediorientali o come quelli dei paesi dell'Est. Questa settimana, su Affari Legali, abbiamo cercato di capire quali sono i paesi «emergenti» e quali sono le attività più richieste dalla clientela imprenditoriale.

Da Italia Oggi del 08/10/2018

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