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Contribuzione modulare volontaria: vale la pena pensarci

Tutti gli iscritti attivi alla Cassa e, segnatamente, gli avvocati, i praticanti ed i pensionati di invalidità fino al raggiungimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia, hanno facoltà di incrementare la loro contribuzione utilizzando l'istituto della “cd” Modulare per ottenere in futuro un assegno più elevato.

La quota modulare di pensione non deve essere intesa quale prestazione previdenziale autonoma rispetto a quella ordinaria, essendo in realtà una quota parte dell'assegno che la Cassa andrà a corrispondere all'avente diritto, il quale la finanzia con versamenti volontari in misura variabile fra l'1% ed il 10% del reddito professionale netto dichiarato ai fini Irpef, entro il tetto reddituale previsto anno per anno.

Chiunque reputi per sé conveniente fruire dell'istituto della modulare, può esercitare la facoltà mediante opzione da effettuare contestualmente all'invio del modello 5.

All'atto della compilazione, infatti, il sistema evidenzia con particolare colorazione un richiamo a tale facoltà affinché l'iscritto possa aderire o rinunciare.

La rinuncia è irreversibile mentre, in caso di adesione, la misura percentuale della contribuzione che si va ad indicare inizialmente potrà essere modificata sia in aumento che in diminuzione entro il termine di pagamento, fissato al 31 dicembre.

Il mancato pagamento equivale a rinuncia successiva senza, ovviamente, previsione di sanzione alcuna.

Va precisato che non è consentito il versamento tardivo e che le somme corrisposte a titolo di contribuzione modulare oltre la scadenza prevista vengono restituite.

Giova rilevare che la quota di pensione modulare è stata concepita per consentire all'iscritto di migliorare, incrementandolo, il livello di adeguatezza della propria pensione e che le modalità di versamento, flessibili e variabili di anno in anno, permettono un calibrato soddisfacimento delle esigenze proprie con immediati benefici fiscali: non va infatti dimenticato che i versamenti effettuati per la contribuzione modulare sono interamente deducibili ai fini IRPEF, al pari degli altri contributi soggettivi dovuti alla Cassa.

Gli effetti positivi della contribuzione modulare volontaria sono misurabili effettuando la simulazione della pensione con il sistema da qualche anno presente nel sito ed utilizzabile accedendo alla propria posizione personale.

Tale sistema, migliorato ed affinato, permette ora di prevedere con assai buona approssimazione rispetto al passato quale sarà l'ammontare sia della quota ordinaria che della quota di pensione modulare alla data di raggiungimento dei requisiti per il conseguimento del trattamento di vecchiaia.

Il simulatore consente massima flessibilità, potendo l'iscritto variare sia le ipotesi reddituali future (sulle quali si calcola il contributo soggettivo obbligatorio), sia la misura media del versamento volontario ai fini della modulare.

Il risultato della simulazione evidenzierà i trattamenti pensionistici erogati dalla Cassa Forense costituiti dalla somma di due distinte quote, quella base e quella modulare, che confluiranno comunque in un trattamento unitario. Va infine rilevato come nella gestione della contribuzione modulare da parte della Cassa vi sia totale assenza di finalità lucrative e di alcuna spesa di gestione e/o istruttoria (elementi che pesano considerevolmente quando si investono denari in prodotti di previdenza integrativa bancari o assicurativi).

Anche questa circostanza rende possibile all'Ente di retrocedere all’iscritto, sotto forma di quota di pensione, l’intera contribuzione versata e rivalutata annualmente in base al 90% del rendimento medio ottenuto dalla Cassa nell’ultimo quinquennio dall’impiego delle risorse risorse.

Avv. Roberto Uzzau - Consigliere Cassa Forense

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