RASSEGNA STAMPA

Condotta del legale neutra per la parcella

Diritto al compenso del professionista e responsabilità: la negligenza non può essere causa di mancato compenso.

Lo ha chiarito la Cassazione nell'ordinanza n. 16342/2018, intervenendo sul ricorso di tre eredi, i quali avevano convenuto in giudizio il legale che aveva precedentemente difeso il proprio padre, poi deceduto, in una causa di risarcimento danni derivanti da sinistro stradale, per chiederne la condanna. In particolare, affidandosi a tre motivi di censura, i ricorrenti lamentavano la negligenza nello svolgimento della prestazione non avendo l'avvocato provveduto a riassumere il giudizio di risarcimento danni nei termini indicati dal giudice.

Secondo i giudici della III sezione civile, però, il ricorso appariva inammissibile non cogliendo «la ratio sottostante alla decisione impugnata» che, viceversa, appariva «del tutto congrua e completa»: «il fatto che il diritto a ulteriori somme si sia prescritto per inattività processuale determinatasi a causa dell'inerzia del professionista, non significa che l'azione intentata per farlo valere fosse fondata in tutti i suoi presupposti».

L'accertamento della responsabilità del legale per avere fatto maturare il termine di prescrizione - spiegano sul punto - presuppone che venga individuata non solo la condotta che si assume essere stata negligente, «ma anche il danno che ne è derivato come conseguenza della condotta, in quanto nell'azione civile di risarcimento del danno l'affermazione della responsabilità non può essere disgiunta dall'accertamento della determinazione di un effettivo danno».

Ora, la prestazione di un avvocato. continuano, si configura come obbligazioe di mezzi: il che significa che il cliente che recede dal contratto d'opera è comunque tenuto al compenso per l'opera svolta, «indipendentemente dall'utilità che ne sia derivata», salvo espressa deroga da parte dei contraenti.

Nel caso di specie, tuttavia, non poteva ravvisarsi «un'automatica perdita del diritto al compenso» non essendo stata dimostrata la sussistenza di una condotta negligente causativa di un effettivo danno. Così argomentando gli ermellini hanno condannato i ricorrenti anche al pagamento delle spese di giudizio.

Da Italia Oggi del 09/07/2018

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