RASSEGNA STAMPA

Gratuito patrocinio più tutelato

Lo stato deve pagare la parcella all' avvocato che esercita il gratuito patrocinio a prescindere dal controllo sulle condizioni economiche di chi fruito dell' agevolazione. Contributo unificato ad hoc nel giudizio di accertamento tecnico preventivo. L' organismo di mediazione deve comunicare all' interessato la presentazione nei suoi confronti della domanda introduttiva della media-conciliazione. Il compito non può essere delegato al proponente. Sono alcuni dei chiarimenti forniti dalla Direzione generale della giustizia civile del ministero della giustizia e pubblicati sul sito www.giustizia.it.

Il ministero ha risposto a specifici quesiti degli uffici giudiziari, in particolare in materia di servizi di cancelleria e spese di giustizia. MEDIAZIONE Se una parte presenta una domanda di mediazione (in molti casi è obbligatorio farlo prima di poter iniziare una causa), chi deve avvisare la controparte? Il ministero risponde che, alla luce dell' articolo 8 del dlgs 28/2010, la comunicazione alla controparte della domanda di mediazione è a carico dell' organismo di mediazione e può essere effettuata, eventualmente, in aggiunta dalla parte proponente. Non è dunque conforme al detto dato normativo la disposizione regolamentare che ponga esclusivamente a carico della parte proponente, l' adempimento della comunicazione della propria domanda alla controparte. Il problema è anche quello delle spese da sostenere per gli avvisi e per il carico di lavoro connesso agli stessi. L' organismo di mediazione non può scaricarsi dell' incombenza. PRESCRIZIONE DEL CONTRIBUTO UNIFICATO Il termine di prescrizione relativo al contributo unificato si ricava dall' articolo 20, comma 6, dlgs n. 112 del 1999. Spiega via Arenula che il termine è decennale, che è quello che si applica ordinariamente all' esercizio del potere di riscossione fiscale. IMPORTO DIMEZZATO In alcuni casi il contributo unificato, da pagare a carico di chi propone una causa, si paga ridotto del 50%. Il problema riguarda quanto devono pagare le parti che propongano domanda in riconvenzione o chiamata in causa del terzo. Le risposte ministeriali chiariscono che, nel caso in cui la domanda riconvenzionale, la chiamata in causa del terzo o l' intervento autonomo siano proposti in un procedimento che beneficia del dimezzamento del contributo unificato, deve ritenersi che tale beneficio debba essere riconosciuto anche in favore della parte che propone tali domande. ATP Il ministero spiega che deve essere pagato un autonomo contributo unificato, calcolato in base al valore della domanda e secondo gli importi fissati dall' articolo 13 del dpr n. 115 del 2002 (Testo unico delle spese di giustizia), dalla parte che, costituendosi nel giudizio di accertamento tecnico preventivo, svolga domanda di chiamata in causa del terzo. Per esempio c' è un problema di infiltrazioni nel condominio e l' amministratore dello stabile chiama in causa l' assicurazione dell' immobile: paga il contributo unificato. COPIE DI SUPPORTI INFORMATICI Il problema è come determinare l' importo dei diritti da pagare per il rilascio di copia di atti e documenti custoditi dall' Ufficio giudiziario su supporto informatico. Le risposte ministeriali distinguono testi digitalizzati (acquisiti su supporto informatico previa scansione da parte del personale amministrativo) e testi nativi digitali (acquisiti come tali dall' Ufficio giudiziario nel corso delle indagini). Il criterio del «calcolo per pagina» può trovare applicazione solo rispetto alla documentazione analogica depositata presso l' Ufficio giudiziario e da questo digitalizzata (previa scansione). Rispetto alla documentazione nativa digitale, acquisita come tale nel corso delle indagini, gli uffici giudiziari possono in tale ipotesi chiedere esclusivamente e per una sola volta l' importo forfettario di euro 320,48. PATROCINIO GRATUITO Non è corretta la prassi adottata da alcuni uffici giudiziari di provvedere sull' istanza di liquidazione degli onorari in esame solo dopo aver ricevuto riscontro da parte degli uffici finanziari circa le condizioni reddituali della parte ammessa al patrocinio a spese dello stato. Tradotto: si deve pagare la parcella dell' avvocato a prescindere dal controllo sulle condizioni economiche di chi fruito dell' agevolazione. Nelle risposte ministeriali si legge che le prassi in virtù delle quali, sistematicamente e senza alcun filtro, a fronte dell' istanza di liquidazione vengono richiesti accertamenti all' ufficio finanziario, rimandando all' esito degli stessi (e dunque anche a distanza di molto tempo) l' adozione del decreto di pagamento non sono in linea con l' articolo 83, comma 3-bis, del dpr 115 del 2002. Al contrario, si pongono in linea con questa disposizione quelle prassi virtuose introdotte da alcuni uffici giudiziari in virtù delle quali si richiede ai difensori di depositare, contestualmente all' istanza di pagamento, tutta la documentazione necessaria a consentire al magistrato di verificare la sussistenza dei presupposti per procedere al pagamento.

Da Italia Oggi del 22/05/2018

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