RASSEGNA STAMPA

Lo sciopero del Vpo non ferma il corso della prescrizione

L' adesione del vice procuratore onorario, che svolge le funzioni di pubblico ministero, allo sciopero di categoria non interrompe la prescrizione.

La Corte di cassazione, con la sentenza 18101, accoglie il ricorso contro la decisione della Corte d' appello, che aveva negato la prescrizione del reato di falso in atto pubblico. I giudici di seconda istanza avevano, infatti, calcolato come periodo di sospensione il rinvio disposto nel dibattimento di primo grado per l' adesione del vice procuratore onorario all' astensione dalle udienze indetta dalle associazioni rappresentative dei magistrati onorari. Una sentenza che la Suprema corte annulla dichiarando la prescrizione. I giudici della quinta sezione ricordano che l' articolo 159 del Codice penale distingue la sospensione per impedimento, dell' imputato o del difensore, da quella a richiesta. Nel primo caso il rinvio non può superare i due mesi e la sospensione deve essere compresa entro lo stesso tempo, a decorrere dal momento in cui è cessato l' impedimento. Nella seconda ipotesi per il differimento dell' udienza non vale il limite dei due mesi e la sospensione comprende tutto il periodo dello slittamento causato dall' istanza dell' imputato o del difensore. La giurisprudenza è ferma nel considerare l' astensione del difensore inquadrabile nella seconda "categoria": lo sciopero è un motivo legittimo per chiedere di non trattare un udienza ma non è un impedimento a comparire. La Cassazione precisa che il magistrato onorario appartiene all' ordine giudiziario (Rd 12/1941 modificato dal Dlgs). Per questo lo sciopero delle toghe onorarie non può essere equiparato, come effetti sul conto della prescrizione, a quello degli avvocati, in quanto il difensore è un soggetto processuale con diritti e doveri diversi. Una diversa conclusione porterebbe a estendere un istituto che è certamente sfavorevole all' imputato e dunque non è consentita. I giudici citano una sentenza di senso contrario ( 41692/2013) nella quale il collegio aveva affermato che l' adesione all' astensione del vice procuratore onorario ferma gli "orologi" della prescrizione. Sul punto per la Suprema corte è utile ricordare la risposta del Csm al quesito sulla sostituibilità dei vice procuratori onorari in caso di sciopero. L' organo di autogoverno delle toghe ha affermato l' obbligo del procuratore della repubblica di adottare le disposizioni necessarie a garantire la partecipazione dell' ufficio al dibattimento penale quando per il vice procuratore onorario, non sia in concreto possibile esercitare le sue funzioni. Un' affermazione, aveva precisato il Csm, che non contrasta con il doveroso rispetto del diritto di sciopero. Questo, fra l' altro, significa, sottolinea la Cassazione, «che l' astensione dalle udienze da parte del vice procuratore onorario non ha mai l' effetto di paralizzare le celebrazione del processo, in quanto il procuratore della repubblica è tenuto a porvi rimedio attraverso la sostituzione del soggetto che eserciti le funzioni del Pubblico ministero».

Da Il Sole 24 Ore del 26/04/2018

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