RASSEGNA STAMPA

Legale timido risarcisce

Il difensore legale che non propone ricorso in Cassazione, con altissime probabilità di vittoria deve risarcire il proprio cliente.

Lo conferma proprio la Cassazione, nella sentenza 6859/2018, che curato il caso di una donna che ha citato in giudizio il proprio avvocato, colpevole di non aver consigliato e operato in tempo per ricorrere presso i giudici di legittimità, dove le aspettative di vittoria erano molto lusinghiere. Il tribunale di Milano aveva condannato l' avvocato a pagare circa 50mila euro per risarcimento danni. In particolare l' avvocato aveva sì avvertito il cliente della possibilità di impugnare la sentenza, ma il termine era ormai scaduto. Quindi il tribunale «aveva ritenuto provato l' inadempimento colpevole del professionista e, sulla base dei documenti presentati nel giudizio tributario, aveva affermato che, ove fosse stato proposto tempestivo ricorso per Cassazione, le sue ragioni della avrebbero trovato accoglimento». E sul caso gli alti giudici hanno specificato che, in caso di scadenza del termine, il probabile ricorrente deve dimostrarne l' ignoranza della possibilità. Ma in questo caso il legale «non ha neanche dedotto né provato di non avere avuto conoscenza del detto giudizio per le su indicate nullità; correttamente, pertanto, il Tribunale e la Corte di appello non hanno dato alcun rilievo alla data di effettiva conoscenza della sentenza». Ma ancora, l' avvocato incriminato accusa il tribunale di aver dato quasi per certo l' esito vittorioso del ricorso, ritenendo «l' astratta eventualità dell' accoglimento del ricorso in Cassazione equipollente alla dimostrazione in concreto dell' accoglimento». Ma gli ermellini hanno respinto questa presunta illusione, perché giustamente il tribunale ha ritenuto, sulla scorta di criteri probabilistici, che se l' avvocato «avesse diligentemente operato, la P. sarebbe risultata vittoriosa in Cassazione»; tanto ha affermato in concreto in ragione dei documenti presentati dalla P. nel giudizio tributario» (documenti specificamente riportati dal Tribunale a pag. 6 della sentenza) e - sottolineano i porporati - delle esaurienti e coerenti motivazioni rese dalla Commissione Tributaria regionale nella sentenza».

Da Italia Oggi del 23/04/2018

Informazioni aggiuntive