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La professione incontra i minori stranieri

Un argomento che suscita grande interesse, anche a seguito dell’approvazione della L. 7 aprile 2017 n. 47, è quello dei minori stranieri non accompagnati. A febbraio del corrente anno, il Ministero del Lavoro ha registrato la presenza di 14.338 minori non accompagnati, ossia entrati nel territorio italiano senza i genitori o altri adulti titolari della responsabilità genitoriale.

Se però allarghiamo lo sguardo a tutti i minori non comunitari residenti in Italia, ci troviamo di fronte ad un numero di gran lunga superiore, che sfiora le 800.000 unità, pari al 22% circa della popolazione straniera non EU residente in Italia (dati ISTAT a gennaio 2017).

Un numero davvero molto significativo di bambini e ragazzi che vivono sul nostro territorio e che necessitano del nostro aiuto, in alcuni casi per ottenere protezione o per sfuggire a situazioni di deprivazione, in altri casi semplicemente per iniziare un nuovo percorso di vita nel nostro paese o per integrarsi nel nostro territorio,.

L’Unione Nazionale della Camere Minorili, che da sempre fa della tutela dei diritti dei minori il fulcro della propria attività, si è dunque chiesta se la classe forense italiana fosse pronta e preparata a rispondere ai bisogni di quest’ampia fascia della popolazione. Ha, dunque, partecipato al bando di Cassa Forense per l’erogazione di contributi volti a favorire lo sviluppo dell’avvocatura, con un progetto finalizzato a formare giovani avvocati sulla difesa dei minori stranieri, accompagnati e non, risultando aggiudicataria del contributo.

Il percorso formativo, che si svolgerà, parallelamente, a Bari, Catania, Cosenza, Napoli, Palermo e Reggio Calabria, si propone di fornire gratuitamente a tanti giovani colleghi un bagaglio di conoscenze utile ad assicurare la tutela dei diritti dei minori stranieri che giungono o che nascono sul nostro territorio. I minori stranieri non accompagnati, in particolare, necessitano in primo luogo di un tutore, che molto spesso viene individuato proprio fra gli avvocati, onde consentire una immediata assistenza anche sul piano giuridico: per questi ragazzi, che nel 90% dei casi sono maschi con più di quindici anni, è necessario avviare immediatamente le pratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno per minore età, per motivi familiari, per richiesta di asilo o per motivi umanitari, con la possibilità di dover promuovere reclami avverso gli eventuali provvedimenti di diniego.

Ed ancora, sono previsti procedimenti giurisdizionali dinanzi al Tribunale per i Minorenni sia in ipotesi di espulsione del MSNA (Minori starnieri non accompagnati), sia in ipotesi di rimpatrio assistito e volontario. In tutti tali casi, la L. 47/2017 prevede il diritto alla difesa ed, in particolare, il diritto di essere informato dell’opportunità di nominare un legale di fiducia. La legge prevede, ancora, il diritto del minore ad accedere al patrocinio a spese dello Stato, “ricorrendone i presupposti”: in verità, tale ultima previsione appare infelice, atteso che il richiamo ai presupposti per la concessione del beneficio, in particolare al requisito reddituale, è suscettibile di paralizzare l’applicazione della norma, nella misura in cui il rappresentante del minore non sia in condizioni di autocertificare il suo reddito.

D’altra parte, così come formulata, la disposizione appare del tutto ultronea, mentre avrebbe avuto tutt’altra rilevanza laddove avesse previsto l’automatica ammissione del minore straniero al patrocinio a spese dello Stato in tutti i procedimenti disciplinati dalla legge. Il corso proposto dall’UNCM mira inoltre a formare i giovani colleghi alla difesa dei minori stranieri in genere, che, come ricordato, costituiscono una larga fascia della popolazione residente e che molto spesso si trovano ad impattare con il nostro sistema giurisdizionale, a volte quali autori di reati, altre volte, purtroppo, quali vittime di abusi o maltrattamenti, o anche solo nell’ambito di procedimenti volti al controllo sull’esercizio della responsabilità genitoriale, o di disgregazione del nucleo familiare.

In tutte tali situazioni, l’avvocatura non deve soltanto essere pronta ad una stretta applicazione del diritto interno, ma deve anche saper utilizzare gli strumenti internazionali e sovranazionali opportuni ed essere in grado di mettersi in ascolto dei costumi e delle norme vigenti nei paesi di provenienza, al fine di favorire una reale integrazione dei minori stranieri, anche attraverso la conoscenza dei diritti fondamentali condivisi dai paesi dell’Unione Europea. Ringraziamo Cassa Forense per aver creduto nel nostro progetto e auspichiamo che possa risultare utile ai tantissimi giovani colleghi che si sono iscritti ai corsi.

Avv. Rita Perchiazzi - Presidente UNCM

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