RASSEGNA STAMPA

L'avvocato Ue in Italia versa a Cassa forense

L'avvocato comunitario, in questo caso un tedesco, iscritto alla previdenza nel suo Paese versa i contributi alla Cassa forense se risiede ed esercita in Italia. L' inderogabilità delle regole che connotano la materia esclude che il professionista possa scegliere la legislazione di sicurezza sociale cui conformarsi.

Sono questi i principi indicati dalla sezione lavoro della Cassazione nella sentenza 6776 del 19 marzo 2018 che ha accolto il ricorso della Cassa nazionale di previdenza forense nei confronti di un avvocato tedesco iscritto all' albo professionale in Germania e in Italia. Il legale ha agito in giudizio chiedendo l' annullamento dell' iscrizione d' ufficio alla Cassa deliberata sul presupposto che, in assenza di fatturato in Germania, l' attività professionale sarebbe stata svolta con continuità principalmente in Italia, unico luogo di residenza.

Ha inoltre chiesto la restituzione di quanto versato in precedenza. Il tribunale ha respinto la domanda ritenendo il professionista soggetto alla legislazione italiana in materia di sicurezza sociale. La Corte d' appello, però, ha riformato la decisione stabilendo che per gli avvocati cittadini comunitari, iscritti alla previdenza di altro Paese comunitario e non iscritti alla Cassa di previdenza italiana, in quanto inseriti all' Albo dello Stato di provenienza e alla relativa cassa previdenziale, non sussisteva l' obbligo dichiarativo prescritto dall' articolo 17 della legge n. 576 del 1980 e, a maggior ragione, il conseguente obbligo contributivo, e che l' opposta interpretazione, correlata alla nazionalità estera del professionista, avrebbe determinato una discriminazione sulla base della nazionalità e un pregiudizio alla libertà di stabilimento essendo escluso, dalla normativa nazionale, l' obbligo di iscrizione alla cassa forense per il professionista già iscritto ad altra cassa professionale che opti per il mantenimento dell' iscrizione a quest' ultima. La vertenza è quindi giunta in Cassazione che ha censurato la decisione di merito dando torto al legale straniero.

Da Italia Oggi del 20/03/2018

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