RASSEGNA STAMPA

Cumulo gratuito impantanato

Cumulo (gratuito) dei contributi impantanato a causa dei costi: l' Inps non accetta, infatti, il «niet» delle Casse, disposte sì a pagare le commissioni bancarie, ma non a farsi carico degli oneri di gestione delle pratiche. E bussa, in cerca (presumibilmente) di appoggio giuridico, alle porte del ministero del welfare.

È questo l' ultimo capitolo della trattativa in corso (da oltre un anno) fra l' Istituto pubblico e gli Enti dei professionisti per l' applicazione del cumulo non oneroso della contribuzione previdenziale frutto di carriere «spezzate», stabilito da una norma della legge di bilancio per il 2017 (236/2016).

La «mina» delle spese che le Casse avrebbero dovuto affrontare sembrava esser stata disinnescata, a ridosso dell' illustrazione, da parte dei presidenti dell' Inps Tito Boeri e dell' Adepp (l' Associazione degli enti pensionistici privati e privatizzati) Alberto Oliveti, dei contenuti della convenzione che disciplinerà l' attuazione delle strumento (si veda ItaliaOggi del 21 febbraio 2018); in quell' occasione, infatti, era stato accantonato l' articolo 12 del testo, mettendo, dunque, all' angolo la proposta dei tecnici dell' Istituto pubblico di ricevere la corresponsione di «65,04 euro per caso trattato», in attesa di una riformulazione condivisa del documento che escludesse ulteriori esborsi, al di là delle «spese vive».

«Come avvenuto con la totalizzazione, c' è la disponibilità al riconoscimento degli oneri bancari che l' Inps va a riscontrare nell' erogare le pensioni, di certo non per l' attività che esso svolge», anche perché «gran parte» del disbrigo delle pratiche «verrà effettuato dall' Ente istruttore», ruolo che «prevalentemente spetterà alle Casse. E, mentre l' Inps per la gestione del cumulo gratuito dei contributi può contare sulle somme messe a disposizione nell' ambito della legge di bilancio, nessuna copertura è stata prevista per noi», si sfoga il presidente della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti (Cnpadc) Walter Anedda. «Sarebbe, pertanto, davvero assurdo che gli enti, che sono stati coinvolti in un istituto che era proprio del sistema pubblico, fossero ora chiamati a tollerarne "in toto" i costi, laddove, peraltro, non esiste alcuna legittimazione normativa" , i n c a l z a conversando con ItaliaOggi. «Bene ha fatto, nei giorni scorsi, il presidente dell' Adepp Oliveti, a ricordare come le Casse abbiano rispedito all' Inps il testo della convenzione sul cumulo con l' articolo 12 modificato», visto che, aggiunge, «non è giunta ancora una risposta». Intanto, come accennato, a quanto si apprende la «palla» è passata al dicastero di via Veneto, cui i tecnici di Boeri hanno chiesto un parere sulla questione degli oneri gestionali per la messa in opera dello strumento. «Non capisco», conclude Anedda, «l' utilità del coinvolgimento di uno dei ministeri vigilanti delle Casse», impegnato, fra l' altro, nell' esame delle delibere (compresa quella della Cnpadc) contenenti modifiche regolamentari per permettere ai professionisti iscritti di accedere al cumulo gratuito dei contributi.

Da Italia Oggi del 14/03/2018

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