RASSEGNA STAMPA

L'avviso nullo non cancella l'accusa

L' eventuale nullità dell' avviso di accertamento non determina l' inutilizzabilità ai fini penali dell' avviso stesso e degli atti su cui si fonda in quanto le patologie dell' atto impositivo si esauriscono nell' ambito del rapporto giuridico tributario.

Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di false fatture, inoltre, è ascrivibile al rappresentante legale della società alla data di presentazione della dichiarazione, a nulla rilevando che le false fatturazioni siano state contabilizzate, e pagate in epoca antecedente, allorché l' amministratore della società era un altro soggetto. A fornire questi principi è la Corte di cassazione, sezione III penale, con la sentenza n. 11570 depositata ieri. Il rappresentante del legale di una società era condannato in primo e secondo grado per dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di false fatture. Nel ricorso per cassazione l' interessato eccepiva, tra l' altro, che egli era divenuto amministratore della società in data successiva sia alla sottoscrizione dei contratti, dai quali avevano avuto origine le false fatturazioni, sia alla registrazione nella contabilità societaria delle fatture stesse. In sostanza, l' imputato si era limitato a dar seguito a registrazioni contabili di pagamenti già avvenuti, basati su accordi pregressi che erano stati assunti dai precedenti amministratori. Inoltre, la notifica dell' avviso di accertamento contenente i fatti poi confluiti nella comunicazione di notizia di reato, dalla quale era scaturito il procedimento penale doveva ritenersi viziata da nullità assoluta con conseguente inutilizzabilità dell' atto anche sotto il profilo penale. I giudici di legittimità hanno ritenuto non fondate le doglianze difensive. In merito all' assunzione della carica di amministratore in epoca successiva alla contabilizzazione e al pagamento delle fatture false la sentenza evidenzia che, correttamente, la Corte di appello aveva ritenuto illogico che, nel succedere nella carica, il nuovo rappresentante legale non si fosse informato della situazione economica della società e non si fosse reso conto che le fatture in questione seppur già registrate in contabilità si riferissero a operazioni inesistenti. Per quanto concerne la lamentata nullità dell' avviso di accertamento, secondo la Cassazione essa deve essere rilevata dinanzi alla competente commissione tributaria e non può inficiare il valore probatorio desumibile dai fatti indicati nella comunicazione di notizia di reato trattandosi di atti differenti per contenuto e funzione. In sostanza la nullità dell' avviso di accertamento non determina l' inutilizzabilità ai fini penali dell' avviso stesso e degli atti su cui si fonda atteso che le patologie dell' atto impositivo si esauriscono nell' ambito del rapporto giuridico tributario e non incidono sulla attitudine dell' atto a veicolare nel processo penale le informazioni che se ne possono trarre

Da  il Sole 24 Ore  del 15/03/2018

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