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Processo telematico. A che punto siamo?

Cassa Forense ha organizzato un’indagine per fare il punto della situazione su quelle che sono le condizioni attuali del processo telematico negli Uffici giudiziari, raccogliendo, attraverso un questionario inviato a tutti gli Ordini Forensi nazionali, notizie sullo stato del processo telematico non solo civile.

Va subito detto che seppure il questionario è stato inviato a tutti gli Ordini italiano, gran parte di essi non ha ancora dato riscontro alla richiesta di notizie. Ciò nonostante, comunque, il quadro dipinto dai dati raccolti è piuttosto rassicurante nel settore civile, mentre per quanto concerne la giustizia penale la telematizzazione del sistema presenta ancora notevoli difficoltà di implementazione. Nell’ambito del PCT, dalla rassegna delle risposte ricevute è emerso che gli uffici giudiziari del Nord, del Centro e del Sud Italia, interagiscono con immediatezza ed efficienza al deposito telematico degli atti. Alle domande “Tempi di inserimento degli atti giudiziari depositati” e “Tempi di emissione della terza e della quarta ricevuta”, la media delle risposte è sicuramente positiva; la tempistica prevista per il deposito degli atti è di “1 giorno”, invece in ordine all’emissione delle ricevute P.E.C, causa spesso di forte ansia per gli operatori del diritto, le Cancellerie rispondono “immediatamente” per la terza ed in “1 giorno” per la quarta. Con il si all’86% del Nord, all’80% del Centro e all’83% del Sud, è stata accertata una buona propensione all’utilizzazione del PCT negli uffici ed in particolare modo nell’ufficio del Giudice Tutelare. Riscontri pressoché incoraggianti si segnalano anche a seguito dell’interrogativo sulla “Predisposizione/redazione telematica dei verbali di udienza”. Riguardo all’ aspettativa, infatti, i dati raccolti dimostrano un trend positivo che si attesta intorno al 90% del Nord, al 70% del Centro e al 65% del Sud, per cui sul punto occorrerà aspettare ancora per vedere una capillare utilizzazione del mezzo. Buone notizie anche per il processo esecutivo telematico. Dall’indagine, con grande soddisfazione degli operatori, viene confermata la buona riuscita dell’innovazione e, soprattutto, non sono stati denunciati particolari problemi. Sul punto sia Nord che Centro e Sud, hanno dato la medesima risposta sottolineando l’utilizzo efficace della procedura telematica. Al contrario e a malincuore, invece, si evidenzia ancora la diffusione nei Tribunali di una delle prassi più discusse e controverse degli ultimi anni come le c.d. “copie di cortesie”. Il sondaggio ha rivelato infatti che il 50% degli Uffici, di ogni parte d’Italia, richiede tuttora la copia cartacea dell’atto trasmesso telematicamente, vanificando una delle indiscutibili utilità per cui il processo telematico è nato. Infine, dalle risposte estrapolate risulta ancora un miraggio l’“Uso del PCT presso il Tribunale dei Minorenni”! Passando, poi, al setaccio la parte del questionario relativa al sistema penale, i dati raccolti sono veramente sconfortanti. Sebbene al momento non sia prevista la telematizzazione del processo penale, eccetto per alcune sporadiche funzionalità come ad esempio le notificazioni, i servizi telematici offerti dalla giustizia penale appaiono ancora inefficienti. Alla domanda inerente le “Problematiche e tempi evasione richiesta copie 415 bis c.p.p. telematiche”, gli intervistati in alta percentuale hanno riscontrato purtroppo l’indisponibilità del servizio, con risposte che spaziano da “istanze depositate telematicamente, ritiro NO” fino ad affermare seccamente “No telematico”. Quanto alla “richiesta telematica del certificato 335 c.p.p.”, il 50% delle risposte segnalano che il servizio non è ancora attivo e, invece, in merito alle “Problematiche e tempi di evasione della richiesta di trascrizione dei Verbali udienze Penali” è curioso sottolineare la risposta “No telematico, copie PDF tramite Mail e tempi evasione lunghi”, indice dello stato d’arte dell’attuale sistema telematico penale. In conclusione, merita di essere segnalata l’ampia condivisione espressa alla proposta di Cassa Forense, della realizzazione di una piattaforma unificata per tutti i servizi telematici direttamente controllata e gestita da un organo forense. Sul punto gli Ordini non fanno che confermare la giustezza dell’impegno profuso da Cassa Forense che, da tempo, sta lavorando per la realizzazione di una Piattaforma Digitale Unica dell’Avvocatura (PDUA). Il report, insomma, offre spunti decisamente interessanti che evidenziano come il processo telematico, seppur ancora con tutte le criticità dimostrate, continua positivamente il proprio cammino verso l’obiettivo della completa informatizzazione dell’attività giurisdizionale. La strada è ancora lunga da percorrere ed ulteriori ostacoli si prospettano all’orizzonte per vedere concretamente realizzati i frutti del processo di modernizzazione del pianeta giustizia in generale e di quella penale in particolare, ma la direzione è sicuramente quella giusta. Piaccia o no, il progresso tecnologico non può essere più ignorato ed i benefici dell’evoluzione telematica già sono sotto gli occhi di tutti! Se ogni operatore interessato al buon andamento dell’attività giudiziaria porterà il proprio apporto alla riuscita dell’impresa, a breve, se non a brevissimo, potremo avere finalmente un sistema di giustizia digitalizzata cui finalmente beneficiare!

Avv. Roberto Di Francesco - Delegato Cassa Forense

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