RASSEGNA STAMPA

Illegittimo il bando per formare un elenco di avvocati da cui attingere per singoli incarichi

Sono illegittimi l' avviso ed il bando pubblici con cui un Comune ha formato un elenco di avvocati da cui attingere per l' affidamento di singoli incarichi se i diversi criteri individuati dal bando attribuiscono in maniera preponderante rilievo al preventivo più basso.

Questa metodologia procedurale, infatti, poiché priva della predeterminazione di criteri certi ed obiettivi (eccettuato quello solo dell' offerta economicamente più vantaggiosa), lede la natura fiduciaria dell' incarico e tutti i parametri indicati dall' articolo 7 comma 6 del Dlgs 30 marzo 2001 n. 165, che tutela preventivamente la Pubblica amministrazione dall' assicurarsi la prestazione professionale migliore anche in termini di adeguatezza e non solo di economicità della contro prestazione economica. Così ha deciso il Tar per la Puglia - Bari, sezione II, sentenza n. 1289/2017 . Il fatto Un Comune ha indetto una procedura pubblica per la formazione di un elenco di avvocati o associazioni di avvocati in sezioni distinte per discipline (diritto amministrativo, civile, penale, tributario, del lavoro) cui attingere per l' affidamento di incarichi professionali. L' atto iniziale della procedura, l' avviso, stabilisce che " ogni singolo incarico legale verrà conferito () con procedurale concorrenziale, con riferimento e limitatamente al preventivo presentato dal professionista interpellato che comunque dovrà tener conto dell' adeguatezza del compenso professionale all' importanza dell' attività e al decoro della professione in linea con il principio di adeguatezza e proporzionalità, mediante interpello di cinque avvocati individuati nella relativa sezione di competenza, con il criterio della rotazione e previo scorrimento sistematico in ordine alfabetico ". Il contrasto con l' articolo 27 del Dlgs n. 50 del 2016 Senz' ombra di dubbio, la procedura, dal momento che prevede l' affidamento di specifici incarichi individuali, non è riconducibile all' appalto di servizi legali disciplinato dal Codice dei contratti pubblici così come attualmente previsto dal Dlgs 18 aprile 2016 n. 50. Si versa, piuttosto, nell' ambito del contratto d' opera intellettuale , che risulta incompatibile con la disciplina del Dlgs n. 50 del 2016 e, in particolare, con l' articolo 27 comma 1. Norma, che, pur prevedendo una procedura per i contratti esclusi dall' applicazione delle norme puntuali del citato Codice, impone che anche in tali ambiti l' affidamento avvenga nel rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza e proporzionalità. Principi che, nel caso di specie, non sono garantiti, dal momento che l' assunzione della difesa processuale del Comune è caratterizzata da: aleatorietà del giudizio; non predeterminabilità degli aspetti temporali, economici e sostanziali delle prestazioni; assenza di basi oggettive su cui stabilire i criteri valutativi necessari per l' applicazione della disciplina dettata dal Dlgs n. 50 del 2016. Il contrasto con la Costituzione e con il Dlgs n. 165 del 2001 Ma non basta. La procedura così congegnata viola anche i principi costituzionali di buon andamento ed imparzialità dell' amministrazione previsti dall' articolo 97 comma 2 della Carta fondamentale e poi legislativamente attuati dall' articolo 7 comma 6 del Dlgs n. 165 del 2001. Questo, con riferimento preciso all' attività di prestazione d' opera, impone che "fermo restando quanto previsto dal comma 5-bis, per specifiche esigenze, cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria" in presenza di requisiti di legittimità (comma 6 primo periodo) quali il fatto che "devono essere preventivamente determinati durata, oggetto e compenso della collaborazione" (comma 6 lettera b). Invece, l' unico giudizio del Comune suscettibile di un controllo di legittimità sarebbe unicamente quello che lo obbliga a scegliere l' offerta al prezzo più basso, in contrasto con la natura fiduciaria dell' incarico e con lo stesso interesse della Pubblica amministrazione di dotarsi di un servizio legale esterno di qualità e remunerato in base a tutti i parametri previsti dalla norma in commento. La decisione Il Tar ha accolto il ricorso proposto dalla Camera amministrativa distrettuale e da alcuni avvocati amministrativisti in proprio annullando l' avviso e l' elenco eventualmente formato in sua applicazione, osservando come: " i criteri individuati dal bando presentino una tale genericità da rendere plausibile il rilievo che di fatto la selezione sarebbe fondata sull' individuazione dell' offerta più bassa "; " la richiesta di specializzazione degli avvocati appare solo un criterio di orientamento dell' iscrizione nelle sezioni distinte per materie, mentre l' incarico verrebbe conferito sulla base del compenso richiesto, rispetto al quale il temperamento dell' adeguatezza all' importanza dell' attività e al decoro della professione appare irrimediabilmente generico. L' avviso non specifica infatti quali sono, ai fini del controllo di adeguatezza del compenso, i criteri di misurazione dell' importanza dell' attività e il limite superato il quale un compenso potrebbe essere giudicato non rispettoso del decoro della professione".

Da Il Sole 24 Ore del 5/01/2018

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