INTERVENTI

L’istituto del riscatto nella previdenza forense

Cos’è il riscatto? E’ un istituto previdenziale che permette di acquisire una maggiore anzianità contributiva, utile sia ai fini della maturazione del diritto che alla misura del trattamento pensionistico. Gli anni riscattati però, a differenza di quelli oggetto di retrodatazione, non valgono ad anticipare l’iscrizione al quarantesimo anno di età se essa è avvenuta posteriormente.

Quali anni sono riscattabili? Quelli della durata legale del corso di laurea in giurisprudenza, del servizio di leva militare o civile per un massimo di due anni e quelli della pratica forense, con o senza abilitazione al patrocinio, per un massimo di tre anni. Non possono formare oggetto di riscatto annualità già coperte da iscrizione ad altro Ente previdenziale o per le quali l’iscritto ha già usufruito del riscatto presso altra gestione previdenziale.

A chi giova il riscatto? A tutti ed, in particolare, a coloro che non hanno una anzianità contributiva adeguata all’età anagrafica. Quindi farà bene ad avvalersi dell’istituto chi, senza aver prima maturato un’adeguata anzianità contributiva presso un’altra gestione previdenziale, ha ritardato l’iscrizione a Cassa Forense.

Qualche esempio, in base alla normativa vigente, aiuterà nella comprensione:

  • Per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia dal 2021 saranno necessari almeno 35 anni di contribuzione e 70 anni di età. Ne consegue che chi si è iscritto alla Cassa dopo i 36 anni al raggiungimento dell’anzianità anagrafica non avrà maturato (anche) l’anzianità contributiva;
  • Si potrà anticipare l’età pensionabile a 65 anni, sia pure con una decurtazione dell’importo della pensione pari al 5% per ogni anno di anticipo, ma saranno comunque necessari 35 anni di anzianità contributiva. Di conseguenza tale facoltà sarà preclusa a chi si è iscritto alla Cassa dopo i 31 anni;
  • Si potrà percepire la pensione di vecchiaia a 65 anni, senza penalità alcuna, soltanto se al raggiungimento di quella anzianità anagrafica si siano maturati almeno 40 anni di anzianità contributiva. Tale “obiettivo” potrà essere realizzato soltanto chi si sia iscritto alla Cassa non oltre i 26 anni;
  • Dal 2021 si potrà maturare il diritto alla pensione di anzianità (con conseguente cancellazione dall’albo) già a 62 anni, ma occorreranno 40 anni di anzianità contributiva. Per riservarsi tale facoltà sarà necessario dunque iscriversi già dal primo anno di praticantato, oppure, entro sei mesi dalla prima iscrizione alla Cassa, chiedere l’iscrizione retroattiva fino a ricomprendervi il primo anno di pratica legale.

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