Avvocati intercettati, la ferita di cui i media non parlano mai

Nella gran parte dei casi l' intervento invasivo della magistratura tende ad assumere anche un valore paternalistico- pedagogico, perché si vorrebbe insegnare agli avvocati come dovrebbero comportarsi con i propri assistiti, e questo anche nel caso in cui i difensori abbiano rispettato non solo le norme del codice penale, ma anche le regole del codice deontologico. Questa invasione di campo rivela evidentemente anche un' insofferenza di fondo nei confronti della funzione difensiva quando questa non venga esercitata così come il pubblico ministero ( e talvolta il giudice) avrebbe "desiderato". Di qui il ripetersi di assai improbabili accuse per infedele patrocinio, formulate sostituendosi alle decisioni di un difensore, non solo ritenuto professionalmente inidoneo, ma anche pronto, in una indebita visione che sovrappone il difensore dell' indagato al complice del reo, a violare la legge. La tensione politica, e l' attenzione mediatica, su un tema così rilevante, dovrebbero essere totali se si ha davvero a cuore il contenuto dei principi costituzionali e se si comprende come il legislatore non avesse affatto inteso, attraverso l' articolo 103, attribuire all' avvocatura un' immunità o un privilegio di categoria, ma accordare alla "funzione difensiva" quel rilievo che, nell' interesse di tutti, la nostra Carta fondamentale le assegna. Non solo è triste sapere che vengono indebitamente intercettati e perquisiti avvocati che hanno operato correttamente, ma è preoccupante osservare l' acquiescenza dei più ed il totale disinteresse dei media, quasi che l' argomento dovesse essere relegato alle questioni di minima importanza, al più incidenti sulle vicende di una specifica categoria professionale. Eppure dovrebbe essere chiaro a tutti - perché del tutto logico e giuridicamente condiviso - che nessuno dovrebbe mai poter conoscere il contenuto dei colloqui riservati che riguardano non solo la vita e gli aspetti più intimi di una persona sotto indagine, ma anche quelle che sono le strategie difensive, volte alla legittima tutela dei diritti di libertà di ogni cittadino. Quando ad essere compressa è la sfera delle tutele processuali, non vengono infatti intaccate solo le garanzie di una singola categoria, ma vengono messi a repentaglio i presupposti stessi della nostra civiltà giuridica ed i principi democratico- liberali che regolano i rapporti fra le libertà del singolo e l' autorità dello Stato. Così che c' è da chiedersi tutti: "A chi piace questa giustizia? "* PRESIDENTE E SEGRETARIO DELL' UNIONE CAMERE PENALI.

Da Il Dubbio del 01/08/2017