INTERVENTI

Magistratura e politica

Il recente parere del Comitato Direttivo Centrale dell’ ANM sul ddl 2188/A, relativo alla “candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati in occasione di elezioni politiche e amministrative nonché di assunzione di incarichi di governo nazionale e negli enti territoriali”, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di un rapido intervento legislativo su tale tema. Rileva tale parere che “il rispetto del principio costituzionalmente garantito della libertà di ogni cittadino di partecipare attivamente alla vita pubblica non consente alcuna negazione del diritto di elettorato passivo da parte del cittadino magistrato”.

Precisando che “il punto maggiormente critico è costituito dal ritorno nella giurisdizione del magistrato che sia stato candidato, abbia svolto un mandato in funzioni pubbliche elettive o abbia ricoperto incarichi di governo nazionale o locale, cosa che potrebbe compromettere la imparzialità e terzietà quantomeno sotto il profilo dell’immagine”. Il dibattito serrato che in questi giorni si è sviluppato su questa materia conferma che è da tutti avvertita la necessità di una sua precisa regolamentazione. Non può non concordarsi sul fatto che la rilevanza e la delicatezza del tema impongono un rapido intervento legislativo che disciplini puntualmente il fenomeno della “circolarità delle carriere” (e garantisca così, anche in concreto, la separazione dei poteri), non lasciando alcunché di indefinito , tipicizzandolo e sottoponendolo, pertanto, a precisi vincoli. Tutti d’accordo sulla necessità di prevedere l'incandidabilità nel territorio dove si sono svolte le funzioni giudiziarie e l'impossibilità di esercitare, successivamente all'elezione o all'assunzione di incarichi di governo, funzioni giudiziarie (prevedendo, eventualmente, l'assegnazione ad altri settori pubblici). Una regolamentazione di tale tipo potrebbe, però, non esaurire l'esigenza di prevenire e risolvere, mediante un intervento legislativo, ogni possibilità di conflitto di interessi o di doveri. La specificità della funzione giudiziaria rispetto ad altre funzioni pubbliche richiede, infatti, di valutare anche aspetti ulteriori rispetto a quelli presi in considerazione dal succitato ddl, ma meritevoli di considerazione, in base ai principi cui l’attività giudiziaria deve ispirarsi secondo la Costituzione.

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