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La nuova disciplina in materia di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (D.lgs 25 maggio 2017, N. 90)

 

 

L’obbligo di identificazione deve essere assolto in tutti i casi in cui sussiste l’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette. Infine, se il cliente opera in nome o per conto di una società o di un ente, l’Avvocato deve verificare il potere di rappresentanza. Per identificare il titolare effettivo l’Avvocato può fare ricorso a pubblici registri, elenchi, atti o documenti pubblicamente disponibili (ad esempio le visure camerali estratte dal Registro delle Imprese) oppure fare riferimento ad una dichiarazione scritta resa dal cliente in cui quest’ultimo indica – sotto la propria responsabilità – i riferimenti del titolare effettivo (o dei titolari effettivi, se sono più di uno). L’identificazione del titolare effettivo ha luogo contestualmente all’identificazione del cliente. È stato invece eliminato l’obbligo di istituzione e compilazione del registro dell’antiriciclaggio e la mancata tenuta del registro anche per il passato non è più sanzionabile in forza dell’art. 69 della Legge che regolamenta la successione delle leggi nel tempo. Con riferimento agli obblighi di conservazione l’Avvocato deve custodire per 10 anni dalla conclusione della prestazione professionale i documenti, i dati e le informazioni utili a prevenire individuare o accertare eventuali attività di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, all’interno del singolo fascicolo della pratica. Per le finalità di cui sopra dovranno pertanto essere conservati i documenti acquisiti in sede di adeguata verifica che consentano di ricostruire:

  • la data di instaurazione del rapporto continuativo o di conferimento dell’incarico;

  • i dati identificativi del cliente, del titolare effettivo e dell’esecutore e le informazioni sullo scopo e sulla natura dell’incarico;

  • la data, l’importo e la causale dell’operazione;

  • i mezzi di pagamento utilizzati.

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