INTERVENTI

La salute degli avvocati ci sta a cuore

Dalle recenti indagini svolte da autorevoli istituti di ricerca, è emersa una fotografia allarmante delle difficoltà che una larga parte della popolazione italiana ha nell’accesso alle cure e quanto sia a rischio la tutela della salute nel nostro Paese.

Il Servizio Sanitario Nazionale ormai da anni ha denunciato l’incapacità di garantire la tempestiva risposta ai bisogni di salute espressi dalla popolazione: le liste d’attesa eccessivamente lunghe rendono inefficace l’offerta sanitaria pubblica e insieme ai “super-ticket” spostano la domanda di prestazioni sanitarie sulla sanità privata. Basti considerare che negli ultimi anni la spesa privata è arrivata a rappresentare circa il 24% della spesa corrente dell’intero settore sanitario italiano (nel 2016, 35mld dei 148mdl complessivi), senza considerare la quota di evasione fiscale del settore privato non documentabile. All’inefficienza del Servizio Sanitario Nazionale si aggiungono le criticità derivanti dall’evoluzione demografica del nostro Paese: l’Istituto Nazionale di Statistica rappresenta che nel 2016 circa il 22% della popolazione italiana ha un’età superiore ai 65 anni (oltre 13 milioni di cittadini) e tale quota salirà a circa il 33% nel 2065. Degli over 65, oltre il 70% ha almeno una patologia cronica. Inoltre, quasi il 50% degli over 65 dichiara di vivere da solo e di questi il 61% sono donne, con un reddito medio inferiore rispetto a quello dei coetanei uomini di circa il 30%.Questi numeri consentono di comprendere la quantità di soggetti fragili che esprimono un forte bisogno di assistenza sanitaria e saturano la capienza di prestazioni disponibili presso il Servizio Sanitario Nazionale. Per questi ed altri fattori, oltre 12 milioni di persone rimandano o rinunciano alle cure (dati Censis). Osservando questo scenario e considerando il disorientamento che viene vissuto da ogni cittadino che si trova ad affrontare un evento patologico, è possibile comprendere le motivazioni che sono alla base del crescente settore della Sanità Integrativa. Infatti, in vari ambiti produttivi del paese, numerose associazioni di lavoratori, di aziende e di professionisti hanno intrapreso iniziative che consentissero, sulla base degli imprescindibili valori di solidarietà e mutualità, di offrire alla propria collettività di riferimento una forma di assistenza sanitaria integrativa che rappresentasse un valido punto di riferimento e soprattutto un indispensabile sostegno economico. E’ questo il motivo per il quale la “sanità integrativa” in questi anni ha conquistato l’appellativo di “secondo pilastro” del Servizio Sanitario Nazionale, diventando, spesso, il primo interlocutore di quelle categorie di lavoratori che possono beneficiare del proprio Fondo Sanitario Integrativo di settore. I valori imprescindibili di solidarietà e mutualità rappresentano il perno della sanità integrativa perché con il contenuto contributo economico pro capite versato per tutti gli scritti (a carico dei datori di lavoro o delle Casse Previdenziali) è possibile soddisfare i bisogni sanitari ben più ampi di coloro che vengono colpiti dall’evento patologico.

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