RASSEGNA STAMPA

Professioni, credito agevolato

Liberi professionisti parificati alle piccole e medie imprese nell' accesso al credito a condizioni di favore presso il sistema bancario. Con un obiettivo preciso: evitare che il finanziamento, chiesto dal singolo professionista quando va a bussare in banca per un prestito, venga trattato al pari del credito al consumo, con applicazione di tassi tra il 6 e il 7%.

Tassi che potrebbero ridursi a meno del 2% se venissero applicate le stesse condizioni previste per le imprese. Il progetto parte da Cassa forense e sarà sviluppato assieme all' Adepp, l' Associazione degli enti previdenziali privati, in modo da coinvolgere tutte le professioni intellettuali. Ad annunciarlo è stato il presidente di Cassa Forense, Nunzio Luciano, intervenuto ieri a Bari alla seconda giornata della Conferenza per i 20 anni dell' Associazione nazionale forense. «Vogliamo che tutto il mondo delle libere professioni, in grande difficoltà a causa della crisi economica, possa riuscire a risolvere uno dei maggiori problemi che l' affliggono: l' accesso al credito bancario a condizioni capestro», ha dichiarato Luciano. Il progetto è ancora in fase di studio ma potrebbe vedere la luce nei prossimi due-tre mesi. «Sono in corso i colloqui con i principali istituti di credito nazionali con i quali stiamo discutendo non solo di tassi agevolati, ma anche di piani di ammortamento ad hoc». L' idea è semplice e punta ad estendere anche al settore del credito l' equiparazione dei professionisti alle pmi, già riconosciuta per l' accesso ai fondi Ue, in modo da frenare il credit crunch che colpisce il settore. In pratica sarebbero le casse di previdenza a farsi da garanti della solvibilità dei propri professionisti presso il sistema bancario.

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