RASSEGNA STAMPA

Professioni, liberalizzazioni ko

Il dietrofront sulle liberalizzazioni riporta di attualità il tema dell' equo compenso per i professionisti. Ne ha parlato anche il ministro della giustizia Andrea Orlando alla cena organizzata da ItaliaOggi per celebrare i suoi 25 anni di vita e il Comitato unitario delle Professioni ha ripreso questa necessità portandola all' attenzione della politica durante l' audizione sul Jobs Act autonomi: in quell' occasione, il presidente della commissione Lavoro della camera Cesare Damiano si è detto disponibile a riaprire questo cantiere.

Lo ricorda Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro e del Cup, in questa intervista a tutto campo nella quale si cerca di fare il punto sul ruolo attuale delle professioni ordinistiche. Domanda. Il ministro Orlando al termine della cena ha parlato delle professioni come portatrici di valori e diritti non riconducibili al dato economico. Queste parole segnano una svolta autentica del governo (e del Pd) sul modo di considerare le professioni? Risposta. Apprezziamo le parole del Guardasigilli Orlando in quanto segnano una discontinuità rispetto al passato e, in particolare, agli anni delle liberalizzazioni quando le professioni erano viste come un freno alla concorrenza. Al contrario, confidiamo in una nuova stagione che veda nelle professioni regolamentate una risorsa da valorizzare per il bene del paese. D. Come si concilia il riconoscimento della specificità delle professioni con la loro assimilazione alle Pmi, quindi anche con l' accesso ai fondi comunitari? R. Le professioni per essere competitive hanno bisogno di formazione e di tecnologia. Il che presuppone degli investimenti, comunque non solo economici.Quando parliamo di assimilazione alle Pmi ci riferiamo alla possibilità di avere accesso a quelle risorse comunitarie utili per migliorare la produttività di un settore economico composto da 2,3 milioni di iscritti agli albi e che alimenta un indotto di 5 milioni di lavoratori. La differenza sostanziale è nelle leggi che regolano le libere professioni e che mettono al primo posto la tutela della fede pubblica e il rispetto dell' etica e della deontologia. Ciò costituisce una netta separazione rispetto al mondo imprenditoriale che ha come finalità, legittima, il profitto. Piuttosto, vorremmo vedere maggiore concretezza nell' erogazione dei fondi, gestione che risente della mancata attuazione a livello regionale delle previsioni di legge.

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