PRIMO PIANO

Il Bilancio 2016

In ogni caso, in una comparazione su base più ampia ovvero un confronto con altri paesi UE, il numero degli avvocati in Italia è sicuramente più alto della media europea (con una una media di ben quattro avvocati ogni mille abitanti), con forti squilibri territoriali tra il Nord ed il Sud del Paese (con Regioni che registrano addirittura punte di 6 – 7 avvocati ogni mille abitanti).
Sempre più marcata è la rappresentanza femminile nella professione forense: le donne avvocato rappresentano ormai il 48% del totale, nel 2005 erano soltanto il 21% degli iscritti.
In relazione al reddito degli avvocati – analisi necessaria non solo da un punto di vista previdenziale ma anche per una valutazione del livello di crescita e di sviluppo economico della professione - emerge una importante differenza tra nord e sud del paese, in quanto le regioni del nord hanno redditi superiori al valore medio nazionale (euro 38.385), come pure si evidenzia una marcata differenza tra il reddito prodotto dagli uomini rispetto al reddito delle donne avvocato, che rimane significativamente più basso.

Il dato positivo e che si è finalmente invertito il trend negativo degli ultimi anni e, nel corso del 2015 (a tale annualità si riferiscono i redditi ed i volumi d’affari dichiarati nel 2016), sono cresciuti sia i redditi che i volumi d’affari medi degli iscritti. La fase di recessione iniziata nel 2008 appare ormai alle spalle, laddove si consideri che il reddito professionale medio degli iscritti alla Cassa nell’anno 2015 è stato pari ad euro 38.277, euro con un incremento pari al 2,2% rispetto all’anno precedente. Una visione in prospettiva positiva dunque, anche se prima di poter parlare di ripesa è bene aspettare conferma negli anni che verranno.
Nella valutazione complessiva della crescita del reddito medio degli Avvocati va tenuta in giusta considerazione la distribuzione del reddito, il numero degli Avvocati come anche la sempre più marcata femminilizzazione della professione, che inevitabilmente, per le ragioni innanzi evidenziate, influenza al ribasso il reddito medio.
Sulla base di tali premesse, l’esame del bilancio consuntivo anno 2016, evidenzia una politica di investimento e di contenimento dei costi posti in essere dalla Governance di Cassa Forense, cosa che ha consentito di poter chiudere l’esercizio 2016 con un avanzo di oltre 1 miliardo di euro.
Il patrimonio netto è passato dal valore di euro 9.233.083.629,99 al 31/12/2015 al valore di euro 10.244.277.898,31, con un incremento di circa l’11%; l'avanzo d’esercizio ammonta ad euro 1.011.194.268  in aumento di circa l’8,7% rispetto al già ragguardevole risultato raggiunto nell’anno 2015 che ammontava ad euro 930.184.345.
Per dare un quadro di raffronto nel tempo di come è cresciuto il patrimonio netto di Cassa Forense rispetto al numero degli iscritti ovvero “la quota ideale di patrimonio” basti considerare l’evoluzione nei dieci anni precedenti:

tabella bilancio

La tabella che precede pone in evidenza l’evoluzione del patrimonio netto rispetto al numero degli iscritti ed il relativo importo euro/pro capite negli ultimi dieci anni. Numeri che, da soli, rendono esplicita la sempre crescente sostenibilità finanziaria dell’Ente nel lungo periodo, a garanzia delle prestazioni future e delle generazioni più giovani.

Informazioni aggiuntive