INTERVENTI

Il ddl di riforma del processo penale

Qualunque progetto di riforma del nostro processo penale va incontro a difficoltà nascenti dal doversi inserire in un sistema processuale che, oramai, di organico ha ben poco, avendo le continue riforme succedutesi negli anni profondamente inciso sull’impianto originario del codice di procedura penale del 1988.
A ciò si deve aggiungere che il giudizio su un disegno di riforma muta a seconda della prospettiva in cui ci si pone.


Per formularlo occorre, dapprima, verificare quale sia la finalità di politica criminale che la riforma si propone di soddisfare, quale sia il livello di capacità della nuova norma processuale a funzionare da strumento di rafforzamento della capacità di prevenzione generale e speciale del sistema penale o, in alternativa a quest’ultimo passaggio, quale sia la capacità di una tale norma di rinforzare i profili di garanzia.
Se si procede ad una verifica del ddl di riforma del processo penale, che si avvia all’approvazione definitiva, in base al parametro dell’idoneità ad incrementare l’efficienza del sistema, si deve rispondere che tale disegno contiene novità importanti, da valutarsi molto positivamente, relative alla riduzione degli spazi di sostanziale discrezionalità nell’esercizio dell’azione penale e dei tempi processuali.
Un primo riferimento è alla norma che prevede un automatismo nell’avocazione da parte del Procuratore Generale nell’ipotesi in cui la Procura della Repubblica, una volta decorso il termine per la conclusione delle indagini preliminari, non assuma le proprie determinazioni (richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione) entro un termine di tre mesi, sei mesi, quindici mesi a seconda della complessità del procedimento e dei reati.
Norma, questa sull’avocazione automatica, che non soltanto rafforza significativamente l’efficienza del sistema processuale penale e, quindi, la capacità di prevenzione generale e speciale dell’ordinamento penale, ma che ha assunto anche un valore simbolico nel dibattito tra gli organi rappresentativi delle categorie facenti parte del settore Giustizia.
Sempre in base al parametro dell’idoneità a incrementare l’efficienza del sistema deve valutarsi, anche, la riforma del regime della prescrizione.

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