DIRITTO E PREVIDENZA

Sospensione dall’esercizio professionale: effetti sull’elettorato attivo e passivo

L’articolo 20 della Legge 31 dicembre 2012 n. 247 contempla l'istituto della sospensione dall’esercizio professionale.
Il primo comma prevede l’obbligo di sospensione per tutti gli avvocati che ricoprano specifiche cariche istituzionali, elencate tassativamente nell’articolo stesso, durante il periodo della carica: “l’avvocato eletto Presidente della Repubblica, Presidente del Senato della Repubblica, Presidente della Camera dei deputati; l’avvocato nominato Presidente del Consiglio di Ministri, Ministro, Viceministro o Sottosegretario di Stato; l’avvocato eletto presidente di giunta elettorale e presidente delle province autonome di Trento e di Bolzano; l’avvocato membro della Corte costituzionale o del Consiglio superiore della Magistratura; l’avvocato eletto presidente di provincia con più di un milione di abitanti e il sindaco di comune con più di 500.000 abitanti”.


Invece, il secondo comma, in modo del tutto innovativo, statuisce la possibilità per gli avvocati di sospendere volontariamente l’esercizio professionale, senza però determinare né una durata, minima o massima, della sospensione né l’obbligo di motivare la richiesta al momento di presentazione della domanda.
L’art. 15, co. 1, lett. e), della summenzionata legge, nonché l’art. 3, co. 3, lett. d), D.M. 16 agosto 2016, n. 178 -Regolamento recante le disposizioni per la tenuta e gli aggiornamenti di albi, elenchi e registri da parte dei Consigli dell’ordine, ai sensi dell’art. 15, co. 2, L. 247/2012- prevedono l'istituzione di un apposito elenco, presso ciascun Consiglio dell’ordine, nel quale siano inseriti tutti gli avvocati sospesi con l’indicazione specifica del tipo di sospensione, sia d’ufficio che volontaria e, in più, l’art. 20, co. 3, della menzionata legge n. 247/2012 e l’art. 2, co.1, lett. n), D.M. 16 agosto 2016, n. 178, sanciscono che tali sospensioni siano anche annotate nell’albo professionale.

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