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Regolamento dell'Assistenza

 

L'art. 14 del nuovo regolamento dell'assistenza, tra le altre prestazioni a sostegno della professione, detta anche la disciplina della cd. “assistenza indennitaria”, già prevista nel vecchio regolamento, ma cui sono state apportate rilevanti modifiche.
In particolare con il nuovo regolamento l'indennità spetta agli iscritti non pensionati che, in regola con l'invio alla Cassa delle comunicazioni reddituali (Modello 5) e con il versamento dei contributi, per infortunio o malattia, insorto o verificatosi in costanza di iscrizione alla Cassa, non abbiano potuto esercitare in modo assoluto l'attività professionale per almeno due mesi continuativi.

L’assistenza può essere erogata anche se l’iscritto, successivamente all’evento medesimo, abbia cessato l’attività professionale o sia deceduto (l’indennità in tal ultimo caso verrà erogata agli eredi).
La domanda di assistenza indennitaria deve essere inoltrata alla Cassa, a pena di decadenza, nel termine di due anni dall'insorgere della malattia o dall'infortunio.
A seguito della domanda l'accertamento del requisito del mancato svolgimento dell'attività professionale in maniera assoluta, determinato dalla patologia o dall'infortunio denunciati, è demandato ad un medico nominato dalla Cassa.
Sulla base della relazione medica, per il periodo in essa accertato, viene riconosciuta all'iscritto una indennità giornaliera pari ad 1/365 della media dei redditi risultanti dai modelli 5 degli ultimi tre anni antecedenti la malattia o l'infortunio. Se l'avvocato è iscritto da meno di tre anni l'indennità è commisurata tenendo conto delle sue ultime dichiarazioni. C’è però un limite sia in caso di redditi alti che in caso di redditi bassi o pari a zero. Infatti, se l’avvocato ha redditi molto alti, la misura dell’indennità trova il suo limite massimo giornaliero indennizzabile in 1/365° del tetto pensionabile dell’anno precedente l’evento mentre, ove l’avvocato abbia prodotto redditi molto bassi, pari a zero o negativi, l’indennità giornaliera non potrà essere inferiore ad 1/365° della pensione minima erogata dalla Cassa nell'anno precedente quello del verificarsi dell'evento.
In ogni caso l'indennità di assistenza non può essere riconosciuta per più di 365 giorni.

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