RASSEGNA STAMPA

Il primo passo verso una vera autonomia

Una breccia (giuridica) per sancire "finalmente" la "nostra autonomia gestionale, operativa, contabile ai fini del perseguimento della finalità pubblica". E' una sentenza che apre la strada (anche) a richieste di rimborso delle somme liquidate. È con soddisfazione che la galassia della previdenza dei professionisti ha commentato il pronunciamento della Consulta che,accogliendo il ricorso presentato dalla Cassa dei dottori commercialisti (Cnpadc) assistita dallo studio legale Clifford Chance, ha dichiarato illegittimo l'obbligo di dare una sforbiciata ai costi interni degli istituti pensionistici privati, per versarne i frutti all'Erario, in base alla spending review.

"La Corte costituzionale, col suo pronunciamento, ha ribadito la nostra autonomia", ha affermato il presidente dell'Adepp (l' Associazione degli enti) Alberto Oliveti, ma ha pure messo in evidenza come l' universo delle Casse pensionistiche abbia "perseguito efficacemente la finalità pubblica, come sistema alternativo a quello dei dipendenti pubblici", sistema che "merita di essere preservato da meccanismi in grado di scalfirne gli assunti di base", perché "abbiamo garantito la sopravvivenza senza interventi di parte pubblica per un ragguardevole periodo di tempo". E, ha continuato, poiché "la spending review era una tassa per noi", la sentenza 7/2017 della Consulta per Oliveti può permettere di intaccare un fronte delicato come quello della "iniqua doppia imposizione fiscale cui siamo soggetti" (sulle prestazioni erogate agli iscritti e sui rendimenti da investimento, ndr). Nel solo 2015 il taglio delle spese si è tradotto in 10 milioni 777.468 euro. Di tutto il pregresso, a giudizio del presidente della Cassa forense Nunzio Luciano "si può chiedere il rimborso", però "mi preme sottolineare che quelle somme è giusto vengano impiegate per i nostri iscritti". Un "grande risultato" secondo il numero uno della Cnpadc Walter Anedda, a beneficio "dei dottori commercialisti e di tutti i professionisti", difesi rispetto ad un prelievo "non conforme al dettato costituzionale".


da Italia Oggi del 12/1/2017

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