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Il Bilancio Preventivo di Cassa Forense 2017

Trasparenza e prudenza, che accompagnano da sempre il cammino di Cassa Forense, si riscontrano anche nella stesura del bilancio di previsione 2017, approvato all’unanimità  dal Comitati dei Delegati nella seduta del 28.10.2016.

Questi ultimi anni sono anche per la nostra Cassa i più incerti, per il quadro macroeconomico negativo e per l’incertezza della crescita della categoria, in termini numerici e non soltanto reddituali.La piena attuazione dell’art. 21 della Legge n. 247/2012, che ha imposto l’iscrizione alla Cassa con decorrenza dal primo gennaio del 2014 per tutti gli iscritti all’Albo alla data del 21.08.2014 e che, in quanto percettori di redditi molto bassi, non erano ancora iscritti alla cassa, ha comportato una sia pur lieve contrazione del numero degli iscritti, in massima parte dovuta alla cancellazione dall’Albo di quei colleghi che, pur rimanendovi iscritti, già non esercitavano più la professione forense, perché dediti ad altra attività lavorativa o già titolari di trattamento pensionistico. Tali “uscite” sono state comunque compensate dai nuovi ingressi di giovani colleghi, sicchè la tanto temuta “fuga dagli Albi” non si è verificata. Il dato è comunque ancora provvisorio e suscettibile di rivisitazione; potrà dirsi stabilizzato soltanto nel corso del biennio 2016/17 anche se, è bene segnalarlo, i dati sui nuovi laureati e sui nuovi iscritti nelle facoltà di giurisprudenza, in costante calo ormai da molti anni, lasciano chiaramente intendere che da qui a breve il numero degli avvocati inizierà progressivamente a ridursi, anche in maniera sensibile soprattutto in certe aeree del paese.
Sul fronte reddituale, oltre al decremento già registrato dal 2008 in poi, per effetto della crisi e di talune riforme che hanno inciso gravemente sui redditi degli avvocati (come l’abolizione delle tariffe professionali e dei minimi di tariffa), l’ingresso “obbligatorio” nel sistema previdenziale forense di circa 50.000 colleghi percettori di redditi molto bassi, ha necessariamente comportato una drastica riduzione del reddito medio pro-capite,  attestatosi ora ad euro 37.500,00 circa. Le previsioni per il 2017 ci dicono che tale dato rimarrà sostanzialmente invariato, ma la curva discendente, già in rallentamento, andrà a stabilizzarsi, il che lascia intuire che la tanto agognata ripresa non è lontana.

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