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Da Maratea a Rimini

Settecento km separano Rimini da Maratea. Un percorso per cui sono occorsi   22 anni durante i quali gli Avvocati sono aumentati da 65.000 a 230.000.
Duecentoquaranta secondi sono stati sufficienti, dopo oltre un’ora di black out del sistema elettronico, per raccogliere il voto dei 929 delegati presenti sui 981 aventi diritto al voto al XXXIII Congresso Nazionale Forense, tenutosi a Rimini dal 6 all’8 ottobre.

La Mozione 2 “Attuazione dell’art.39, comma 3 della legge 247/2012” per la costituzione di un nuovo Organismo Congressuale Forense, primo firmatario Vaglio Mauro, presentata dal Presidente del CdO di Firenze Sergio Paparo, già Presidente dell’OUA, ha superato di gran lunga il quorum per le modifiche statutarie, per lungo tempo asticella insormontabile di ogni proposta di cambiamento, raccogliendo 591 favorevoli.
Mirella Casiello, Presidente uscente dell’Oua, letti i risultati: “591 favorevoli, 204 contrari, 134 non votanti, non senza comprensibile emozione ha esclamato: “E’ un momento storico”.
L’esito del XXXIII Congresso Nazionale Forense non era affatto scontato ma la voglia di cambiamento è emersa platealmente quando alla domanda posta dal palco del congresso alla platea “Quanti di voi vogliono che l’Oua resti cosi com’è?” si sono alzate solo sei mani.
L’OUA, nata al Congresso Forense di Maratea del 1995, ha svolto, con alterne fortune, una importante attività di rappresentanza dell’avvocatura ma le difficoltà di far convivere associazioni ed istituzioni, di ricondurre ad unità le varie anime dell’avvocatura, di autonomia finanziaria, non gli hanno consentito di svolgere quel ruolo di rappresentanza politica che i fondatori auspicavano.

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