DIRITTO E PREVIDENZA

Controversie avverso il regolamento ai sensi dell'art. 21 della legge n. 247/2012: difetto di giurisdizione del giudice amministrativo

L’oggetto dell’odierna rubrica è la recentissima pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio sul ricorso proposto da diversi avvocati iscritti all’albo ma non iscritti alla Cassa Forense per contestare l’obbligatorietà dell’iscrizione all’ente previdenziale prevista dall’art. 21, commi 8 e 9, della legge n. 247/2012 – di riforma dell’ordinamento professionale - e dal successivo regolamento di attuazione emanato dalla cassa Forense.

Il T.A.R. Lazio, con sentenza depositata il 24 giugno 2016, n. 7353, ha dichiarato il proprio difetto di giurisdizione in relazione alla controversia instaurata avverso la normativa nazionale e avverso il regolamento emanato dalla Cassa Forense in conformità alle predette previsioni normative di cui all’art. 21, commi 8 e 9, della legge n. 247/2012.
In sintesi, il giudice amministrativo ha rilevato che, nella sostanza, i ricorrenti si dolgono dell’iscrizione obbligatoria alla Cassa di previdenza di categoria nonché dell’obbligatorietà della corresponsione del relativo contributo previdenziale sulla base delle aliquote specificatamente previste nel regolamento impugnato e che trattasi di "contestazioni che attengono, in modo specifico, all’iscrizione e alla contribuzione obbligatoria dei liberi professionisti e che, conseguentemente, investono essenzialmente questioni di ordine e natura squisitamente previdenziale". In sostanza, si tratta di materie che "involvono veri e propri diritti soggettivi la cui cognizione, in quanto tali e alla luce della specifica materia interessata, appartiene, per giurisprudenza consolidata in materia, alla giurisdizione del giudice ordinario, in funzione di giudice del lavoro".
Peraltro, anche per quanto riguarda i motivi aggiunti formulati, avendo a oggetto la deliberazione della Giunta Esecutiva della Cassa Forense di iscrizione di ufficio dei ricorrenti in quanto avvocati non ancora iscritti e la lettera di iscrizione della stessa Cassa Forense, "il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo emerge con ancora maggiore evidenza proprio avuto riguardo alla natura giuridica e al contenuto dispositivo dei predetti atti".

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