RASSEGNA STAMPA

Governo all'assalto delle pensioni: le Casse trattano


L'esecutivo vuole che gli enti di previdenza mettano 4 miliardi in Altante2: "Prima ci abbassino le tasse".
Avvocati possibilisti, architetti scettici. Notai e commercialisti non si sbilanciano perché sono in piena campagna elettorale. La trattativa per l' ingresso delle casse di previdenza privata nel fondo salva banche Atlante 2 è aperta.

Il sottosegreatario Tommaso Nannicini, come rivelato ieri dal Fatto, lo ha chiesto espressamente ai Presidenti delle Casse che raccolgono le pensioni dei professionisti, che ora sono divisi su come rispondere. Su una cosa, però, concordano quasi tutti: se il governo vuole un aiuto al sistema bancario per smaltire le sofferenze, deve ridurre le tasse sulla previdenza alternativa. Ora la palla è in mano all'Adepp, che riunisce le casse private. Già a fine aprile l'associazione ha valutato l'ipotesi di contribuire al fondo Atlante. Ora che si parla di Atlante 2, la questione ritorna. Si tratterebbe di destinarvi, come chiesto da Nannicini, circa quattro dei 70 miliardi di euro che compongono il patrimonio degli enti. Dall'Inarcassa, l'Ente di architetti e ingegneri, arriva una reazione che assomiglia molto a un No: "La questione Atlante - fanno sapere - si ferma a quel modesto coinvolgimento che il mondo Adepp ha avuto nella prima fase di costituzione del fondo. Come noto, a tale fondo Inarcassa non ha partecipato e, allo stato, non vi è alcuna conoscenza né implicazione su eventuali evoluzioni successive". L'Enpapi, che assicura la previdenza agli infermieri, deciderà sulla base delle valutazioni dell'Adepp. Dalla Cassa del Notariato non si esprimono perché sono alle prese con le elezioni per il rinnovo dei vertici. Stesso discorso per i Commercialisti. "Tuttavia le nostre procedure per gli investimenti - spiega il presidente uscente Renzo Guffanti - sono lunghe, non so se il nostro ente avrebbe la prontezza di riflessi richiesta da Atlante". Quella su Altante, insomma, sembra un'operazione come le altre, da valutare sulla base della redditività e della sicurezza. Invece non lo è per due motivi. Primo: è una proposta del governo in una più ampia richiesta di sostenere "l'economia reale". Alcune casse sono disponibili, ma hanno una controproposta.

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