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Casse di Previdenza private: quale è la sostenibilità fiscale?

Si è tenuto il 25 maggio un evento (con contenuti tra il convegno ed il seminario) organizzato da Cassa Forense inerente il rapporto obbligatorio fondamentale, esistente tra la nostra Cassa ed il fisco. Fondamentale quanto ai considerevoli importi versati annualmente e non sempre giustificati, come poi è emerso durante il dibattito tecnico reso grazie al contributo prezioso degli esperti avvocati tributaristi aderenti alla Unione Nazionale Camere Avvocati Tributaristi (Uncat), rappresentati oltre cha da illustri relatori anche dal presidente Avv. Bruno Lo Giudice

Nei saluti iniziali il presidente di Cassa Forense Avv. Nunzio Luciano ha ricordato quanto la Cassa, dopo aver rafforzato il welfare sia ora pronta ad investire nell’economia reale di questo Paese ma a condizione che sia pure fiscalmente conveniente farlo.
Il presidente di Adepp (l’Associazione degli Enti Previdenziali Privati, nata nel 1994 a seguito della privatizzazione delle Casse) Dott. Alberto Oliveti nel ricordare come le 19 Casse oggi aderenti abbiano raggiunto un patrimonio pari a circa 75 miliardi e i cui liberi professionisti contribuiscano a realizzare ben 10 punti di Pil, ha poi posto in evidenza quanto le Casse sottraggano un costo rilevante di welfare allo Stato. Invero per quei circa 1,5 milioni di iscritti agli Ordini esistono già parecchi ombrelli assistenziali, in quanto le Casse c.d. privatizzate sono arrivati a stanziare circa 500 milioni di euro all’anno, anche attraverso le polizze sanitarie integrative, strumento di grande valore per sopperire alle conseguenze di patologie contratte e di invalidità subite. Tutto questo senza ottenere alcun riconoscimento da parte dello Stato che anzi assoggetta le Casse ad un trattamento fiscale iniquo. Analoghe perplessità son state evidenziate dal Consigliere CNF delegato alla fiscalità avv. Carlo Allorio che ha pure portato i saluti da parte dell’intero Consiglio Nazionale Forense.

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