DIRITTO E PREVIDENZA

Natura privata della Cassa Forense: inapplicabile la disciplina sulla "rottamazione" delle cartelle esattoriali

Il comma 527 dell’art. 1 della legge n. 228/12 - legge di stabilità per l’anno 2013 – stabilisce testualmente che "i crediti di importo fino a duemila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31 dicembre 1999, sono automaticamente annullati. Ai fini del conseguente discarico ed eliminazione dalle scritture patrimoniali dell'ente creditore, con decreto del Ministero dell'Economia e delle finanze sono stabilite le modalità di trasmissione agli enti interessati dell'elenco delle quote annullate e di rimborso agli agenti della riscossione delle relative spese per le procedure esecutive poste in essere".

Tale disposizione normativa, nel precisare che i crediti di importo inferiore ad Euro 2.000,00 iscritti in ruoli resi esecutivi fino al 31.12.1999 sono automaticamente annullati e, al successivo comma 528, che quelli superiori al predetto importo sono comunicati all’ente creditore dall’agente di riscossione, una volta esaurite le attività di propria competenza, si limita a un generico riferimento agli "enti creditori", mentre l’art. 4, comma 4, del Decreto del Ministero delle Finanze del 15.6.2015, attuativo della predetta disposizione di legge, opera una distinzione tra "ruoli erariali", afferenti allo stesso Ministero delle Finanze e "ruoli non erariali", verosimilmente afferenti agli altri enti, tra cui, ad esempio, gli enti locali.
E’ stato sollevato dunque il problema se la normativa in questione dovesse o meno applicarsi anche alla Cassa Forense, stante la sua natura di persona giuridica di diritto privato e, in quanto tale, non soggetta alla normativa specifica in tema di finanza pubblica.
Al riguardo, va premesso che l’interpretazione fornita dalla magistratura contabile sulla normativa in questione porta a concludere che non si realizzi un automatico effetto estintivo del credito dell’ente impositore; in altri termini, al meccanismo stabilito per legge non consegue il venir meno del credito, ma solo l’estinzione della responsabilità contabile-amministrativa dell’agente per la riscossione, salve le ipotesi dolose – remote, invero – (Corte dei Conti, Sez. III Giurisdizionale Centrale d’Appello, 25.3.2013, n. 192).

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