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IRAP per gli avvocati

Alcuni giornali hanno titolato: doppio verdetto delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione in materia di Irap. Il riferimento è alle due recenti sentenze - la n. 7291/2016 e la n. 7371/2016 - con le quali, nel mentre da un lato è stato affermato il principio che deve essere assoggettata ad Irap l’attività esercitata nelle forme della società semplice o dell’associazione senza personalità giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni, dall’altro è stata negata l’applicabilità del principio così enunciato relativamente allo svolgimento in forma associata, da parte dei medici convenzionati con il S.S.N., dell’attività di medicina di gruppo.

Queste, in sintesi, le risposte date ai quesiti posti dalle precedenti ordinanze n. 3870/2015[1] e n. 6330/2015[2] della stessa Corte di Cassazione sulle specifiche materie, mentre resta ancora in attesa di soluzione il dubbio sollevato con l’altra Ordinanza di rinvio alle SS.UU. - la n. 5040/2015 del 15.1-13.3.2015 - concernente la questione della tassazione ai fini Irap ove il contribuente si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui ovvero di personale con mansioni esclusivamente esecutive. Si tratta, in pratica, della problematica relativa al ruolo assegnato, ai fini della soggettività passiva Irap, al personale di segreteria o, comunque, a quello spesso impiegato part-time e con mere mansioni esecutive.
Come da molti commentatori è stato affermato sulla stampa quotidiana e su quella specializzata, si tratta di una "doccia fredda", piovuta sui professionisti e sugli stessi avvocati. In pratica è stato affermato che gli studi professionali associati, ivi compresi quelli organizzati nella forma della società semplice, sono soggetti all’Irap perché è da ritenere esclusa la possibilità di dimostrare l’inesistenza di una organizzazione autonoma, essendo la stessa insita nella forma associativa adottata per lo svolgimento dell’attività professionale. Ciò perché, in forza degli artt. 2, comma 1, e 3, comma 1, lett. c), D.Lgs. n. 446 del 1997:


 [1] Con Ord. n. 3870/2015 del 4.12.2014 - 25.2.3015 (Sez. VI) era stato sottoposto alle SS.UU. il quesito se dovesse o meno essere sottoposto ad Irap “il valore aggiunto prodotto sul territorio regionale” da attività di tipo professionale espletato nella veste giuridica societaria, ed in particolare da società semplice, anche quando il giudice avesse valutato non sussistente una “autonoma organizzazione” dei fattori produttivi.

 [2] Con Ord. n. 6330/2015 del 21.1.2015 - 27.3.2015 (Sez. VI) è stata sollevata la duplice questione volta prima a valutare la rilevanza, ai fini Irap, dello svolgimento in forma associata di un’attività libero-professionale e, poi, a scrutinare se ed in quale misura incidano le peculiarità insite nello svolgimento dell’attività medica in regime convenzionale con il S.S.N. in generale ed in quello di medicina di gruppo in particolare.

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